Alphabet, la parent company di Google, potrebbe essere proiettata a diventare la società con la maggior capitalizzazione di mercato. È questa la tesi di Bloomberg, diffusa a poche ore di distanza dalla pubblicazione dei conti del quarto trimestre del gigante californiano. Ieri il gruppo di Mountain View, a pochi minuti dalla chiusura della seduta di Wall Street, era valutato circa 790 miliardi di dollari contro gli 811 miliardi di Microsoft, il leader. Ma, sottolinea la testata economica, venerdì scadono una serie di opzioni sui titoli di Alphabet che potrebbero catapultare l’azienda in testa alla classifica. Eppure nelle contrattazioni after-hours le azioni della multinazionale hanno virato in terreno negativo, malgrado conti trimestrali decisamente solidi.

La società ha infatti riportato ricavi in rialzo del 22 per cento a 39,28 miliardi di dollari, con un utile netto di 8,95 miliardi, pari a un utile per azione (Eps) dopo la diluizione di 12,77 dollari. Cifre nettamente superiori alle previsioni degli analisti che si aspettavano un Eps di poco inferiore agli 11 dollari. A spingere il titolo verso il basso sono stati i costi in aumento e la crescita delle perdite nella divisione Other Bets (quasi raddoppiate anno su anno), che gestisce i progetti innovativi del gruppo come Waymo e Verily.

I costi di acquisizione del traffico (Tac) sono stati pari a 7,4 miliardi, pari al 23 per cento del giro d’affari pubblicitario, mentre i pagamenti ai partner sono risultati in rialzo del 26 per cento (3,51 miliardi): secondo Business Insider sarebbe stata soprattutto questa voce a scatenare la corsa alle vendite. È l’ennesimo segno di quanto gli investitori, costantemente abituati a trimestrali immacolate, stiano diventando sempre più esigenti.

Anche perché Alphabet è, al momento, il colosso hi-tech che gode della salute migliore. E la capitalizzazione lo dimostra, così come l’utile superiore a qualsiasi aspettativa. Inoltre, in un anno l’azienda ha assunto oltre 18mila persone, passando da 80.110 dipendenti a oltre 98.700. Il business pubblicitario è cresciuto del 19,9 per cento (da 27,23 a 32,63 miliardi di dollari), mentre la voce “altri ricavi”, che include per esempio le vendite cloud e il giro d’affari del Play Store, ha portato in cassa 6,49 miliardi: un rialzo del 30,6 per cento.