Nuovi grattacapi in vista per la prima libreria del mondo, Amazon, numero uno degli di ebook ma anche veicolo del 40% delle vendite di volumi cartacei conteggiate su scala globale. Dopo l’indagine aperta dall’antitrust della Commissione Europea per presunte irregolarità fiscali, ancora tutte da dimostrare, sul piatto c’è ora il tema della libera concorrenza. Nessuna accusa, per il momento, ma un’ipotesi: quella di abuso di posizione dominante, attraverso alcune clausole imposte da Amazon ai suoi editori.

Quella, innanzitutto, che li costringe ad accordare alla piattaforma condizioni di vendite analoghe a quelle previste con distributori concorrenti. Amazon pretende anche di essere informata in merito a eventuali contratti più favorevoli stipulati con altri. In sostanza, l’azienda potrebbe mettere i bastoni fra le ruote ai competitor (e dunque dettare i prezzi, svantaggiando i clienti finali) sfruttando la propria forza sul mercato e le informazioni ottenute dagli editori e autori suoi clienti.

“Amazon ha sviluppato un modello di business di successo”, ha sottolineato la danese Margrethe Vestager, il commissario Ue responsabile delle policy antitrust. “La nostra indagine non lo mette in questione. In ogni caso, è mio dovere assicurarmi che gli accordi che Amazon stipula con gli editori non siano dannosi per i consumatori e non impediscano agli altri distributori di ebook di innovare e di competere efficacemente”. Vestager ha poi ribadito che non si tratta di un’accusa ma di una ipotesi: “La nostra indagine svelerà se queste preoccupazioni siano giustificate”, ha concluso. L'indagine riguarderà, almeno inizialmente, i soli titoli in lingua inglese e tedesca, cioè quelli più venduti nel Vecchio Continente.

Attraverso un suo portavoce, Conor Sweeney, la società di Jeff Bezos si è detta “sicura che i nostri accordi con gli editori siano legali e fatti nei migliori interessi dei lettori. Non vediamo l’ora di poterlo dimostrare alla Commissione e collaboreremo in tutte le fasi di questo iter”.

 

 

Già nel 2011 la Commissione Europea aveva indagato sul settore dell’editoria elettronica, arrivando a sgominare un cartello creato da Apple con cinque case editrici, cioè Hachette, Penguin, Simon & Schuster, HarperCollins e Holtzbrinck. Società che avevano poi scelto la via della collaborazione, portando alla chiusura dell’indagine.