Amazon potrebbe lanciare un servizio di streaming musicale completamente gratuito e sostenuto solo dalla pubblicità. Quindi, un modello del tutto identico a quello di Spotify. Al momento si tratta soltanto di indiscrezioni, ma le voci di corridoio sono bastate per scatenare i mercati. E la prima vittima è stata proprio la società svedese pioniera dello streaming audio. Al diffondersi delle voci di corridoio il titolo di Spotify ha lasciato sul terreno al Nyse circa il 5 per cento, chiudendo la seduta ai minimi dalla fine di marzo. I timori degli investitori sono giustificati, perché la potenza di fuoco di cui può disporre Amazon (comprese le possibilità di perdite ingenti) è difficilmente sostenibile. Nel mirino del colosso di Jeff Bezos, sempre che i piani siano confermati, c’è comunque anche Apple che, a differenza di Spotify, non offre però un servizio musicale totalmente gratuito.

Parlando con Billboard, delle fonti che hanno preferito rimanere anonime hanno spiegato che la nuova piattaforma del gruppo di Seattle potrebbe fare capolino già questa settimana. Amazon al momento mette a disposizione due servizi di streaming, entrambi a pagamento. Prime Music è incluso nel canone annuo Prime e offre un database limitato, mentre Music Unlimited dà accesso a 50 milioni di titoli al prezzo di 9,99 euro al mese, lo stesso di Apple Music.

Per cercare di penetrare il più velocemente possibile nel mercato, Amazon starebbe cercando di fare quello che gli riesce meglio: badare poco ai profitti a breve termine per guadagnare quote e poi, eventualmente, regolare il tiro. Billboard riporta infatti che, per ottenere le licenze necessarie dai titolari dei diritti d’autore, l’azienda sarebbe disposta a pagare le royalty a seconda dei volumi di riproduzione a prescindere da quanta pubblicità verrà effettivamente venduta.

Non che Spotify sia, a livello di numeri, una realtà sana. La società svedese ha registrato il primo utile operativo a inizio 2019, pari a 94 milioni di euro, dopo 13 anni di attività. Per il primo trimestre, però, la compagnia si aspetta nuovamente perdite comprese fra 50 e 100 milioni di euro. La novità di Amazon potrebbe contribuire a sconquassare ulteriormente i conti di Spotify, che attualmente è leader indiscusso del mercato con circa 100 milioni di utenti (iscritti alla versione gratuita e non del servizio).

Apple si ferma invece a 50 milioni di abbonati, tutti obbligatoriamente paganti. Non si conoscono invece i numeri della piattaforma Amazon Music Unlimited, anche se Billboard riporta alcune cifre relative al 2018, secondo cui gli utenti dovrebbero essere nell’ordine dei 20 milioni. Ma il dato riguarda tutta l’offerta del gigante di Seattle. Infine, l’azienda guidata da Bezos potrebbe sfruttare l’ampia base installata dei dispositivi Echo, perfetti per riprodurre musica in streaming. È un altro fattore (forse quello fondamentale) da tenere in considerazione.