Conversazioni private tra le pareti domestiche potranno finire sotto gli occhi degli sviiluppatori di Alexa, l'assistente virtuale di Amazon. La società di Seattle sta valutando la possibilità di fornire ai developer le trascrizioni scritte dei dialoghi captati dallo smart speaker Amazon Echo, allo scopo di consentire loro di perfezionare il software di intelligenza artificiale che anima questo prodotto. Così riferiscono alcune indiscrezioni del sito The Information: nulla di fatto, per ora, ma l'idea sarebbe stata presa in considerazione dalla società, nel desiderio di agevolare l'evoluzione di Alexa e di rendere questa tecnologia più “smart” e abile. Al momento, secondo la fonte, Amazon già condividerebbe la conversazioni con una piccola lista di sviluppatori selezionati e sarebbe stata ispirata a fare ciò dall'esempio di Google.

Quest'ultima già adotta tale politica di “apertura” con chi lavora al miglioramento di Google Home, prodotto lanciato successivamente ad Echo (il cui debutto risale al 2015) ma che rischia di progredire più rapidamente del rivale nato a Seattle. Un portavoce di Amazon ha però fatto sapere a The Verge che “non condividiamo informazioni su utenti identificabili con collaboratori terzi senza il consenso dei clienti. Non condividiamo registrazioni audio con gli sviluppatori”. È possibile che la verità stia nel mezzo, ma in ogni caso è ragionevolmente da escludere che il colosso dell'e-commerce e del cloud computing (altro ambito certamente delicato in fatto di privacy) possa spingersi troppo oltre o scoraggiare gli utenti a ospitare in casa propria un dispositivo Echo per paura di essere “spiati”.

Lo smart speaker è uno dei successi recenti di Amazon: non soltanto è stato apripista di una nuova categoria di prodotto, ma nella versione compatta Echo Dot (fra l'altro protagonista di un recente fatto di cronaca) è stato l'oggetto più acquistato dagli iscritti al servizio premium durante il Prime Day dell'11 luglio scorso. “Non soltanto il best seller tra i dispositivi Amazon”, sottolinea l'azienda, “ma il prodotto più venduto fra tutte le categorie e tutti i marchi”.

 

Apple HomePod

 

 

Per la versione classica dello speaker, intanto, si preannuncia un possibile cambio di look e di sostanza, piuttosto radicale. Alcune voci riportate da Engadget svelano che si starebbe lavorando a una nuova edizione più piccola, dal design simile all'HomePod di Apple e nettamente migliorata nelle capacità di riproduzione audio e di registrazione. Secondo la fonte, il nuovo modello sarà sia molto più basso (circa un terzo), sia più sottile di quello attuale, impiegherà un diverso tipo di rivestimento e rinuncerà alle linee nette in favore di curve più smussate. A dispetto della cura dimagrante, conterrà al suo interno non più uno ma diversi altoparlanti tweeter (l'HomePod, d'altra parte, ne ha sette) e una nuova tecnologia per la registrazione tramite microfono.