Il Prime Day 2018 ha fatto il botto, nonostante alcuni temporanei malfunzionamenti del sito di Amazon nel primo giorno dei suoi annuali “supersaldi” di 36 ore, riservati agli utenti premium: oltre 100 milioni di prodotti acquistati, tra i quali anche “milioni” (non si dice quanti) di dispositivi Fire Tv e molti (più che nelle passate edizioni) smart speaker della gamma Echo. Gli sconti proposti nelle giornate del 16 e 17 luglio, per 36 ore appunto, hanno spinto i clienti di Prime a comprare anche articoli proposti da retailer di medie e piccole dimensioni, per un valore di oltre un miliardo di dollari.

Senza falsa modestia, l'ufficio comunicazione della società di Jeff Bezos ha definito l'evento di 36 ore del 16 e 17 luglio scorsi come “il più grande della storia”, superiore in risultati ai precedenti Prime Day, Black Friday e Cyber Monday. D'altra parte non ci si deve stupire troppo, perché la base di clientela destinataria delle offerte è aumentata, fino a contare oltre 100 milioni di iscritti in 17 nazioni. Dall'anno scorso l'abbonamento ad Amazon Prime sarà anche salito di prezzo, ma in compenso si è allargata l'offerta dei benefici inclusi nel pacchetto, tra articoli in consegna gratuita e rapida, libri, musica, film e serie Tv in streaming. Ed è aumentata anche la lista di articoli in sconto del Prime Day 2018, il 50% in più rispetto alle edizioni passate.

Qualche curiosità: nel Prime Day pare che oltreoceano si sia fatto incetta di fragole biologiche (quelle di Whole Foods Market, insegna che è ora proprietà di Amazon), gomme da masticare a marchio Simply Gum, giochi in legno di Tegu, matite e penne, kit fai-da-te per il test del Dna, filtri per la depurazione dell'acqua. Gli italiani hanno confermato di essere, mediamente, più inclini alle pulizie domestiche rispetto ad altre nazioni: hanno spopolato il detersivo per lavastoviglie in pastiglie e gli aspirapolvere senza fili, oltre che i rasoi da barba elettrici.

Pur essendo ancora anni luce davanti alla concorrenza, il colosso dell'e-commerce ha fatto scuola talmente bene che ora Walmart sta puntando sul cloud (quello di Microsoft Azure, non certo quello di Aws) per sviluppare ulteriormente le attività di commercio elettronico e per lanciare, prossimamente, un format di negozio senza casse simile a quello di Amazon Go. Intanto la società di Seattle prosegue nella propria evoluzione con un'altra novità: il primo showroom virtuale di automobili.

 

 

Nella sezione Amazon Vehicles, infatti, Hyundai ha ora uno spazio dedicato al proprio marchio e non si tratta di una semplice vetrina. Non è ancora possibile acquistare direttamente un'automobile via Web direttamente dal produttore, ma in compenso un motore di ricerca interno consente di reperire la concessionaria rifornita di specifici modelli, oppure prenotare un test drive, consultare schede con immagini, caratteristiche tecniche, consumi e prezzi. Con il solito limite: al momento, il tutto funziona solamente negli Stati Uniti.