Un Amazon Echo “umanoide”, in grado di seguire gli inquilini per casa in modo da poterli assistere in ogni momento della giornata. È questo, almeno secondo le ricostruzioni di Bloomberg, l’ultimo progetto a cui starebbe pensando il colosso dell’e-commerce guidato da Jeff Bezos. Una specie di Alexa (l’assistente digitale di Amazon) semovente, che prenderebbe vita e corpo in un robot casalingo. I prototipi di dispositivi su cui l’azienda starebbe lavorando, riuniti nel progetto “Vesta” il cui nome è un tributo alla dea romana del focolare domestico, sarebbero oggetto di analisi all’interno del Lab126, la divisione di ricerca e sviluppo della società di Seattle che in passato ha già sfornato prodotti di successo, come lo smart speaker Echo, il lettore di e-book Kindle e i device della famiglia Fire.

Bloomberg non ha specificato quali saranno le caratteristiche e le funzionalità di “Vesta”, ma è probabile che i robot daranno per la prima volta ad Alexa la possibilità di seguire il proprietario, rendendosi così utili in ogni angolo della casa. L’obiettivo di Amazon è ora quello di perfezionare il dispositivo “affidandolo” anche ai propri dipendenti, in modo che possa essere testato sul campo nelle abitazioni dei lavoratori della compagnia. Se tutto dovesse andare per il meglio, il gigante statunitense potrebbe lanciare “Vesta” al pubblico nel 2019.

Secondo una fonte anonima contattata dall’agenzia, il robot sarebbe dotato di videocamere, di braccia e di tecnologie di visione artificiale per muoversi con facilità tra le mura domestiche. Uno dei membri di spicco del team di sviluppo sarebbe l’ex Apple Max Paley, che starebbe guidando il lavoro sulla computer vision. Inoltre, Amazon avrebbe assunto diversi ingegneri meccanici prelevandoli dal settore della robotica.

Un campo che la società di Bezos conosce molto bene, in quanto la controllata Amazon Robotics progetta e costruisce automi (in due impianti, nel Massachusetts e in Germania) che vengono utilizzati all’interno dei magazzini aziendali. L’expertise del gruppo deriva dalla tecnologia di Kiva Systems, acquisita nel 2012 per 775 milioni di dollari. Il 2019 sarà quindi l’anno dell’umanoide casalingo di Amazon? Staremo a vedere.