Amazon è sempre più grande, non solo nel giro d’affari ma anche nella capacità di fare profitti. E il merito spetta ai servizi cloud di Aws (Amazon Web Services), grazie ai quali la società di Jeff Bezos è riuscita a modificare gradualmente il proprio modello di business, tradizionalmente basato su grandi volumi di vendita e margini relativamente risicati. L’e-commerce ora continua a rappresentare gran parte dei ricavi, ma solo metà dei profitti operativi, perché l’altra metà è frutto dei servizi cloud. Nel primo trimestre del 2019 il netto delle vendite è arrivato 59,7 miliardi di dollari, il 17% in più rispetto all’analogo periodo del 2018, mentre i profitti operativi sono stati 4,4 miliardi di dollari; la divisione Aws ha pesato solo per il 13% sul giro d’affari (cioè 7,7 miliardi di dollari sui quasi 60 totali) , ma ben il 50% sui profitti operativi (2,2 miliardi su 4,4).

 

Rispetto al primo trimestre dell’anno scorso, a gennaio, febbraio e marzo di quest’anno le vendite di servizi cloud sono cresciute del 41%, anche portando a casa nuovi clienti del calibro di Volkswagen, Ford, Lyft e Gogo. Per l’intero 2019, secondo quanto dichiarato dal chief financial officer Brian Olsavsky, per Aws l’attesa è quella di raggiungere i 30 miliardi di dollari di ricavi. Il Cfo ha sottolineato il sempre più evidente slancio verso il cloud, dovuto alle migrazioni di infrastruttura di aziende che “spostano i propri workload su Aws a ritmo sempre maggiore”.

 

Un’altra area d’attività in forte crescita è la pubblicità, i cui ricavi trimestrali sono saliti del 34% anno su anno, fino a 2,7 miliardi di dollari al netto delle spese. Tutto ciò non significa che l’e-commerce abbia perso valore, ma solo che il modello economico del core business garantisce margini inferiori per chi, come Amazon, punta su prezzi competitivi e su alti livelli di servizio.

 

 

Nuovo centro di distribuzione e consegne in un giorno per Prime
A proposito di commercio elettronico, anzi, gli investimenti proseguono anche nel nostro Paese. Entro l’estate sarà operativo il nuovo centro di  distribuzione di Torrazza Piemonte, nel torinese, il quarto sul territorio italiano dopo quelli di Castel San Giovanni (in provincia di Piacenza, inaugurato nel 2011), Passo Corese (Rieti) e Vercelli. Si prevede che il polo di Torrazza Piemonte, esteso su 60mila metri quadrati, entro tre anni dall’avvio delle attività possa creare 1.200 posti di lavoro a tempo indeterminato.

Navigando in ottime acque finanziarie, l'azienda di Seattle può permettersi non solo di fare massicci investimenti ma anche di migliorare ancora i livelli di servizio. Una delle prossime novità per i clienti "premium" dell'e-commerce è la riduzione dei tempi di consegna per gli articoli che rientrano nel regime di Prime: "Stiamo lavorando per far evolvere il nostro programma di consegne gratuite Prime entro due giorni", ha annunciato Olsavsky, "facendolo diventare un programma di consegne gratuite in un giorno".