Nuovi strumenti per combattere la vendita di prodotti contraffatti su Amazon e l’addio degli sfortunati pulsanti Dash, lanciati nel 2016 per consentire gli ordini automatici di acquisti ricorrenti o consumabili. Novità che viene, sperimentazione che scompare sulla piattaforma di e-commerce di Jeff Bezos: due fatti distinti, ma da cui è possibile tratte un’unica impressione di lavori in corso per migliorare la qualità del servizio e l’esperienza utente. A tutto vantaggio del business, s’intende, dato che accorgersi di aver comprato un “tarocco” certamente non spinge l’acquirente a rivolgersi ancora allo stesso negozio online.

 

Project Zero è un nuovo programma ad adesione volontaria con cui i rivenditori di Amazon possono, in autonomia, rimuovere dalla piattaforma articoli fasulli che utilizzino indebitamente il loro marchio, ingannando il cliente e causando a loro un ovvio danno economico. Il nome deriva dal fatto che il progetto, come spiegato dall’azienda, “fa leva sull’unione delle forze di Amazon e dei brand per portare a zero la contraffazione”.

 

Le aziende aderenti possono segnalare gli articoli contraffatti e, così facendo, contribuire alla “educazione” del software di apprendimento automatico con cui Amazon scandaglia i prodotti in vendita nel suo marketplace. A detta della società di Seattle, l’intelligenza artificiale è già ora in grado di individuare e bloccare articoli “sospetti” in modo cento volte più rapido di quanto non si possa fare rispondendo alle segnalazioni delle aziende legittime titolari dei marchi. Chi aderisca a Project Zero, inoltre, riceverà dalla piattaforma un codice univoco con cui poter autenticare ciascun articolo prodotto e rivenduto su Amazon. Al momento, tuttavia, il programma non è aperto a tutti: è necessario mettersi in lista d’attesa per ricevere un invito a entrarvi. Possano fare richiesta le aziende già incluse nel catalogo dei marchi di Amazon e proprietarie di un marchio registrato. Per poter restare nel programma sarà poi necessario, specifica la società, "mantenere un alto livello di accuratezza" nelle segnalazioni.

 

I “bottoni” intelligenti vanno in pensione
L’altra notizia è invece non un debutto bensì un addio, o almeno un mezzo addio. I Dash Button parevano una buona idea, consentendo di acquistare in un solo click una selezione di prodotti consumabili, come detersivi, articoli per la cura della persona e per le pulizie domestiche, cartucce di inchiostro per stampante e altro ancora. Esistono in due forme, digitale e materiale. I Virtual Dash Button sono delle scorciatoie previste nell’interfaccia Web e nell’applicazione per smartphone di Amazon, utili per velocizzare le procedura di acquisto, fare ordini periodici e ricevere notifiche. La piattaforma li genera in automatico, in base alla cronologia degli acquisti già fatti da un cliente.

 

 

I veri e propri Dash Button sono, invece accessori fatti a pulsante e dotati di connettività WiFi, da apporre su elettrodomestici di vario tipo in modo da poter richiedere in un solo gesto l’invio di un prodotto. Schiacciando il pulsante posto su una lavatrice, per esempio, si può acquistare il detersivo abituale pagandolo con la carta di credito registrata su Amazon e facendolo recapitare all’indirizzo di consegna preferenziale.

Parliamo al presente perché è e sarà ancora possibile farlo: i Dash Button già venduti continueranno a funzionare. Semplicemente, come svelato da Cnet, non ne verranno prodotti altri. Il motivo è presto detto: il lavoro di questi gadget ormai può essere svolto altrettanto bene da Alexa, il software di assistenza vocale integrato nei dispositivi Echo (e in futuro forse addirittura negli elettrodomestici), mentre chi li non li possieda può ricorrere ai già comodi Virtual Dash Button, che sono a portata di smartphone.