AMD potrebbe licenziare più del 15 per cento dei dipendenti. La cifra che era stata confermata in concomitanza con l'ultima, disastrosa trimestrale, ma secondo indiscrezioni di All Things D, il blog del Wall Street Journal, a gennaio 2013 ci sarà un aggiornamento che gonfierà ancora di più la percentuale.

O meglio, quella che sta per arrivare è una seconda sforbiciata, che verrà portata avanti parallelamente e separatamente rispetto alla prima. Quello che viene dato per certo è che il numero di lavoratori coinvolti sarà inferiore ai 1700 del primo turno.

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Arik Hesseldahl di ATD non aggiunge nulla di sostanziale: "diverse fonti confermano che i manager stanno preparando i loro team per l'ennesimo scossone, anche se il numero di posti di lavoro che saranno eliminati questa volta sarà decisamente inferiore. Ad alcuni dipendenti sarebbe già stato detto che perderanno il lavoro a gennaio, ma al momento nulla si è mosso". Quella che si intravede è la possibilità di candidature spontanee: solo dopo averle raccolte i responsabili delle diverse divisioni faranno i conti sulle altre posizioni da depennare.

L'informazione questa volta ha anche un che di ufficialità: un portavoce di AMD aveva spiegato in concomitanza con l'annuncio dell'ultima trimestrale che l'azienda pensava di "attuare nuove azioni di ristrutturazione nella prima metà del 2013". In quel momento non si avevano altri elementi per capire di cosa si trattasse, oggi il quadro è decisamente più a fuoco.

Messa momentaneamente da parte la questione della possibile vendita dell'intera azienda, che AMD aveva smentito ufficialmente poche ore dopo, non cambia comunque la sostanza. Tutti gli indizi, veritieri o meno, ruotano attorno alla forte crisi che sta attraversando l'azienda di Sunnyvale e ai provvedimenti drastici indispensabili per cercare di arginare le perdite e rientrare nei costi.

Non è difficile credere nel malumore che sta serpeggiando: fa le persone che hanno dovuto lasciare l'azienda ci sono molti dirigenti, quindi i giovani hanno perso i loro punti di riferimento e sono sconfortati riguardo a una possibile ripresa. I presupposti per un miglioramento però ci sono, come per esempio l'accordo con ARM per la realizzazione del SoC Opteron per server basati sulle architetture Cortex della serie A-50. Bisogna tenere duro.

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