Nella quotidiana querelle commerciale e politica tra gli Stati Uniti e la Cina si era appena registrato un passo apparentemente conciliante da parte dell'amministrazione Trump, vale a dire la proroga di 90 giorni del divieto di importare in Usa attrezzature proveniente dalla multinazionale cinese Huawei. Ieri invece il Dipartimento del Commercio Usa ha aggiunto 46 nuove "entità" alla Entity List, la lista nera delle organizzazioni considerate pericolose per la sicurezza nazionale.

 

La sede milanese di Huawei Italia

 

Nella lista figurano ora due sedi italiane di Huawei: l'headquarter appena inaugurato a Milano e il centro di ricerca sulle microonde, guidato da Renato Lombardi, che studia le tecnologie più innovative per l'alta frequenza nelle telecomunicazioni mobili e satellitari. Nel centro di ricerca, che figura tra gli 11 a livello mondiale inseriti nella "black list", lavorano circa 100 ricercatori specializzati.

"Huawei si oppone alla decisione del Dipartimento del Commercio Usa di aggiungere ulteriori 46 filiali alla cosiddetta Entity List", dice una nota della multinazionale, "La decisione, in questo particolare momento, ha motivazioni politiche e non ha nulla a che vedere con la sicurezza nazionale". "I tentativi di danneggiare Huawei", si legge ancora nella nota, "non aiuteranno gli Stati Uniti a raggiungere la leadership tecnologica".