Libra sì o Libra no? Ma soprattutto: Libra quando? La criptovaluta di Facebook, utilizzabile per pagamenti digitali e trasferimenti di denaro attraverso il social network e le app dei servizi partner, è stata sommersa dalle contestazioni ancor prima di nascere. Solo pochi giorni fa da un dirigente dell’azienda erano giunte rassicurazioni sulle tempistiche del lancio di Libra: in un’intervista David Marcus, ex presidente di PayPal attualmente a capo delle attività di Calibra (la società interna a Facebook creata per la gestione della criptovaluta), aveva confermato il debutto a metà del 2020. 

Ora, però, da Reuters giungono indicazioni contrarie. E a darle è Bertrand Perez, direttore generale di Libra Association, associazione no-profit con base a Ginevra, incaricata di supervisionare alcune questioni tecniche della criptovaluta e di gestirne le riserve. Perez, che come Marcus proviene da PayPal (uno dei partner dell’iniziativa), durante una conferenza tenutasi nella sede dell’Onu ha ammesso che il lancio di Libra potrebbe subire dei ritardi, dovuti alla necessità di rispondere alle preoccupazioni sollevate in Europa e altrove dalle istituzioni e dal mondo politico.

Il Ministro delle finanze francesi Bruno Le Maire, in particolare, ha più volte espresso a chiare lettere il proprio scetticismo, mentre negli Usa si sono levate le voci preoccupate dalla Federal Trade Commission e dal Congresso. Libra viene contestata per diverse ragioni, fra cui soprattutto l’assenza di una cornice normativa per le criptovalute, la possibile interferenza con le politiche monetarie dell’eurozona  e i rischi di violazioni di privacy (ambito in cui il social network ha già commesso passi falsi, specie con Cambridge Analytica).

In più occasioni da Facebook sono giunte parole di rassicurazione e collaborazione. Su un punto le dichiarazioni di Bertrand Perez e quelle di David Marcus sono in parte concordanti: entrambi spiegano che l’azienda sta lavorando per placare gli scetticismi delle istituzioni legislative e politiche. Ma mentre Marcus esprimeva ottimismo per un lancio nei tempi previsti, Perez ha ammesso che, scrive Reuters, un ritardo di uno o due trimestri non sarà un problema. 

Al momento dell’annuncio, ha detto il direttore della Libra Association, “sapevamo che avremmo dovuto rispondere a molte domande provenienti dai legislatori di entrambe le sponde dell’Atlantico e di altre parti del mondo”. Ciò che conta davvero, a questo punto, è che “abbiamo bisogno di aderire alle richieste dei regolatori e di fare in modo che siano dalla nostra parte e totalmente rassicurati dalle nostre soluzioni”.