03/10/2011 di Redazione

Android e smartphone, incubo d'insicurezza mobile

Secondo uno studio di Ibm è tempo di considerare il malware mobile un vero problema: gli attacchi, nel 2011, raddoppieranno rispetto al 2010. Sembra tuttavia che ci sia ancora margine prima di lanciare un allarme generale e per ora devono preoccuparsi sol

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Secondo il rapporto X-Force 2011 Mid-Year Trend and Risk di IBM gli attacchi a dispositivi mobili saranno il doppio nel 2011 rispetto al 2011. Bisogna porre attenzione particolare per dirigenti e personaggi di altro profilo, detti "balene", e che hanno accesso a informazioni preziose.

I dispositivi mobili dopotutto sono sempre più diffusi, e di pari passo aumenta anche il ritmo con cui si scoprono diverse vulnerabilità. Oltre alla scarsa attenzione e preparazione da parte degli utenti, poi, a creare problemi ci si mettono anche i produttori, che non tengono abbastanza aggiornati i dispositivi.

Scaricare un'applicazione è semplice, come cadere in una trappola

IBM non cita direttamente Google, ma il rimando ad Android è immediato in frasi come "il software malevolo è spesso distribuito attraverso il mercato delle app di terze parti". E al momento l'unico negozio che è stato ciclicamente vittima di questo problema è proprio Android, probabilmente per via dello scarso controllo esercitato sul Market.

Secondo Tom Cross del Team IBM X-Force è quindi giunto il momento in cui il malware mobile è un problema reale. Può darsi, ma la percezione in verità è che – com'è accaduto fin troppo spesso – si stiano facendo campagne un po' troppo allarmistiche a riguardo.

Ci sono tuttavia contesti dov'è bene fare più attenzione. Esiste per esempio il whaling, cioè quella che per i cracker è la "caccia alle balene". Spesso infatti gli attacchi sono confezionati in modo da colpire nello specifico dirigenti e lavoratori con accesso a informazioni molto preziose. Questi alti profili aziendali, quindi, andrebbero protetti con soluzioni specifiche e con più attenzione.

Non manca qualche segnale positivo, infine: si sono ridotte le vulnerabilità delle applicazioni web, per esempio, e quelle dei browser. Le azioni contro le botnet sono riuscite a far calare lo spam, e anche il phising tradizionale si è ridotto. D'altra parte si potrebbe semplicemente pensare che il crimine digitale stia passando ad altri metodi, con un progressivo abbandono di quelli vecchi.

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