Google potrebbe collaborare con Samsung per migliorare l’interfaccia grafica Touchwiz. L’indiscrezione, perché al momento soltanto di questo si tratta, è circolata nel weekend e ha fatto rapidamente il giro del Web. I motivi di questa partnership non sono del tutto chiari, ma è possibile fare alcune ipotesi. L’interfaccia mobile di Samsung per sistemi operativi Android è talmente diffusa, grazie anche al fatto che il gigante asiatico è il primo vendor al mondo di dispositivi del robottino verde, che gli utenti meno accorti confondono lo stesso ecosistema di Google con Touchwiz. Si tratta, ovviamente, di due cose differenti, in quanto la Ui sviluppata da Samsung altro non è che una specie di adattamento delle versioni stock di Android, che il colosso sudcoreano elabora da anni e implementa nei propri device, come fanno anche gli altri produttori.

Tra le principali funzioni di Touchwiz si trova la personalizzazione della schermata home e delle sue pagine, con la possibilità di aggiungere widget, scorciatoie e altre amenità. Problema: come sottolineato da diversi anni da osservatori e utenti, l’interfaccia grafica proprietaria di Samsung è in molti casi eccessivamente pesante, macchinosa e foriera di stalli improvvisi dei sistemi operativi.

Anche con i nuovissimi Galaxy S6 e Galaxy Note 5, che pur dispongono di quattro gigabyte di Ram. L’azienda asiatica, pur avendo lavorato molto sulle prestazioni della Ui, non sembra quindi essere riuscita a chiudere tutte le falle. Ecco che l’intervento di Google, sviluppatore dell’ecosistema Android, potrebbe aiutare Samsung a fare un decisivo passo avanti. Non è chiaro, però, se la collaborazione si fermerà soltanto all’aspetto grafico dell’interfaccia o se toccherà anche funzioni e performance dei dispositivi sudcoreani.

Il vantaggio però sarebbe immediato e duplice: Samsung renderebbe felici i propri utenti e Google potrebbe fare un “favore” al principale vendor di sistemi Android, con l’obiettivo finale (e congiunto) di evitare fughe di massa dai device sudcoreani e, di conseguenza, anche dall’os del robottino verde.