Emc è stata probabilmente una delle aziende It più citate del 2015 per l’accordo di acquisizione con Dell, annunciato lo scorso ottobre. Un’intesa da 67 miliardi di dollari, a cui è seguito un piano di ristrutturazione obbligato che ha portato a inizio 2016 a un primo round di licenziamenti. A causa delle complessità finanziarie e legali della faccenda, trattative e limature sono ancora in corso ma, come confermato dal Ceo Joe Tucci durante la call con gli analisti in seguito alla pubblicazione degli ultimi conti trimestrali, i vari ostacoli presenti sul percorso non creeranno troppi problemi. L’accordo definitivo arriverà e verrà chiuso entro il 2016, come previsto inizialmente. Nel frattempo, ovviamente, la vita prosegue ed Emc deve ancora fare i conti con il proprio business. Come detto, la società ha pubblicato numeri e cifre dell’ultimo quarte dell’anno fiscale 2015, fornendo anche un quadro complessivo dei 12 mesi. Il fatturato consolidato dell’ultimo trimestre è stato pari a sette miliardi di dollari, con un andamento praticamente piatto su base annua (-0,48%), l’utile netto si è attestato a 771 milioni (-33%) con un utile diluito per azione Gaap di 39 centesimi.

I risultati finanziari del 2015 includono un fatturato totale Gaap di 24,7 miliardi di dollari, con un incremento dell’un per cento rispetto al 2014. Senza l’impatto del cambio col dollaro sarebbe stato del 5%. L’utile netto è stato di due miliardi, con Eps diluito Gaap di 1,01 dollari. Emc ha generato 1,9 miliardi di dollari in flusso di cassa operativo e 1,5 miliardi in flusso di cassa libero. Grazie ai dividendi trimestrali, gli azionisti hanno ricevuto 229 milioni di dollari.

In sostanza, quindi, è stato un anno non facile per Emc, che ha faticato a mantenere margini di guadagni soddisfacenti nella vendita di soluzioni complesse, caratterizzate da un alto costo produttivo. Tucci, comunque, ha messo le mani avanti: “Il quarto trimestre del 2015 fa seguito a 24 periodi di crescita consecutivi anno su anno, un traguardo che ben pochi nostri competitor hanno raggiunto […] siamo pronti ad affrontare il 2016 con alcuni tra i principali avanzamenti tecnologici della nostra storia”.

 

Fonte: Emc

 

Lo split delle prestazioni delle varie divisioni della Federation mostra che l’anello debole della catena è proprio il gruppo Emc Information Infrastructure, che ha riportato un fatturato trimestrale in discesa del 4% se confrontata con lo stesso periodo dell’anno precedente. Il giro d’affari degli ultimi 12 mesi è sceso invece di due punti. Destino analogo per l’Information Storage (fatturato giù di quattro punti). Niente trend per Xtremio, che ha riportato un volume d’affari pari a un miliardo.

Pivotal, la divisione che si occupa soprattutto di servizi, è l’unica a fare davvero il botto, con un fatturato trimestrale in ascesa del 25% anno su anno. “Pivotal sta continuando il proprio passaggio a un modello di business basate sulle sottoscrizioni, con un fatturato ricorrente in crescita del 40% rispetto al trimestre precedente e ottime prestazioni in tutte le aree geografiche”, si legge nel comunicato stampa della compagnia.

 

Vmware cresce e delinea le strategie per il 2016

Ma gli occhi sono probabilmente tutti puntati su Vmware, che tra le varie aziende della Federation è quella su cui si sono accumulati più punti interrogativi durante la trattativa con Dell. Il Ceo Pat Gelsinger ha confermato che l’intenzione di Michael Dell è quella di non privatizzare Vmware, lasciandola quindi sul mercato. Anche se potrebbe essere possibile in futuro un aumento della quota azionaria di Vmware di proprietà del colosso texano.

La società che si occupa di virtualizzazione ha registrato un fatturato trimestrale di 1,87 miliardi di dollari, in aumento del 10% rispetto allo stesso periodo del 2014. Il giro d’affari generato dalle licenze è stato di 825 milioni di dollari (+6%), mentre l’utile netto Gaap ha raggiunto i 373 milioni di dollari, pari a 88 centesimi per azione diluita. Anche questi valori sono cresciuti, di ben 17 punti. L’utile operativo Gaap ha toccato i 447 milioni di dollari, salendo così del 30%. Infine, il flusso di cassa operativo è stato di 488 milioni (+18% rispetto allo stesso periodo del 2014).

Positivi anche tutti i principali indicatori per l’anno fiscale nella sua completezza. Il fatturato per il 2015 è stato di 6,57 miliardi di dollari, in crescita di nove punti percentuali rispetto al 2014. L’utile netto Gaap ha toccato i 997 milioni di dollari, pari 2,34 dollari per azione diluita. Il reddito operativo Gaap si è attestato a quasi 1,2 miliardi (+17%), mentre il flusso di cassa operativo ha raggiunto 1,9 miliardi di dollari.

Malgrado i conti positivi, Vmware non si è astenuta però dall’annunciare il licenziamento di circa ottocento dipendenti, legati in larga parte al business più “tradizionale” della società. Perché se il 2015 è stato sostanzialmente buono (sicuramente migliore di quello di Emc), le sfide del 2016 non permettono all’azienda di sedersi sugli allori. Pat Gelsinger ne è consapevole e durante la call con gli analisti ha provato a delineare come saranno i prossimi 12 mesi dell’azienda.

 

Fonte: Vmware

 

Alcune soluzioni tradizionali e storiche come vSphere hanno ormai raggiunto la piena maturità e non possono essere considerate un fattore di sviluppo futuro. Ecco perché Vmware, per continuare a crescere, dovrà puntare su tecnologie nuove, che aiutino in particolar modo i clienti a gestire ambienti multi-cloud e multi-device. I tre pilastri principali della strategia 2016 della compagnia saranno l’ampliamento della propria impronta nel cloud privato, puntare su vCloud Air per la transizione verso il cloud pubblico e facilitare la virtualizzazione di rete con l’offerta Nsx.