Nuovo corso per l’App Store, il più importante luogo di acquisto e download gratuito di applicazioni per smartphone e tablet insieme a Google Play. Gli sviluppatori saranno premiati: chi pubblica le sue creazioni nel marketplace per iOS guadagnerà un 15% di percentuale addizionale dopo il primo anno, passando dal 70% all’85%. Questa novità è la prima a diventare effettiva, già da oggi.

Ma non è l’unica notizia circolata a partire da un’intervista concessa a The Verge da Phil Schiller, responsabile mondiale del marketing dell’azienda di Cupertino, anticipando alcune delle novità che saranno annunciate durante la Worldwide Developer Conference di San Francisco di questa settimana. Forse nel tentativo di tenere legati i “creative del software” al proprio ecosistema, Apple introdurrà gradualmente – da qui fino all’autunno – anche altri cambiamenti non necessariamente visibili all’utente finale ma significativi per chi deve vendere o far fruttare le proprie app.

Una delle modifiche riguarderà le app sponsorizzate: gli sviluppatori o le aziende titolari delle applicazioni potranno renderle più visibili facendole comparire in testa ai risultati delle ricerche per parole chiave (dalla maschera di ricerca interna all’App Store) e segnalarle con un colore diverso. In cambio di questi “favoritismi”, chiaramente, si dovrà pagare. Ma senza alcun esborso iniziale, bensì con un costo proporzionale al numero di download. A Cupertino, dunque, sembrano essersi ispirati direttamente al modello-Google e c’è una valida ragione: più del 65% dei download sull’App Store sono innescati da ricerche interne al catalogo, piuttosto che da altri metodi tesi a garantire visibilità.

 

 

Una ulteriore innovazione è quella delle applicazioni in abbonamento. Per chi vuole pubblicare su App Store verrà introdotto questo tipo di contratto, in precedenza valido solo per i servizi streaming, news e incontri e ora esteso a qualsiasi tipologia di applicazione. Anche in questo caso dopo il primo anno la percentuale di ricavi riconosciuti all’ideatore o editore salirà all’85%. Si prospettano, dunque, possibilità interessanti per i developer fedeli alla Mela. A detta dell’azienda di Tim Cook, dal lancio dell’App Store (nel 2008) a oggi sono passati nelle mani degli sviluppatori oltre 40 miliardi di dollari di guadagni, generati da download a pagamento, acquisti in-app e pubblicità.