Apple batte le previsioni degli analisti e Tim Cook tesse le lodi dell’iPhone X. È questo il succo della trimestrale della Mela, che ha chiuso il periodo gennaio-marzo con un nuovo record: il fatturato è stato di 61,1 miliardi di dollari, in crescita del 16 per cento anno su anno, con un utile per azione dopo la diluizione (Eps) di 2,73 dollari, in aumento di trenta centesimi. Wall Street si aspettava vendite per 60,9 miliardi e un Eps di 2,64 dollari (dati di Bloomberg), ma le cifre superiori fornite da Cupertino hanno permesso al titolo di superare quota 169 dollari, ai massimi da due settimane. Una volta pubblicati i conti, nella call con gli analisti Cook e gli altri dirigenti della società hanno pensato subito a rimarcare le ottime prestazioni degli iPhone, allo scopo di smorzare le speculazioni su presunte vendite fiacche, in particolar modo del modello del decennale. Dai dati si evince come il core business di Apple rimangano ancora i cellulari, che pesano sul fatturato per il 62 per cento.

Ma gli iPhone sono cresciuti anno su anno sia in termini di unità consegnate (più 3 per cento, a 52,2 milioni di unità), sia dal punto di vista dei ricavi (più 14 per cento, 38 miliardi). Secondo Cook, da quando è entrato in commercio l’iPhone X è ogni settimana il modello più venduto. Per il Ceo, le performance di mercato del cellulare più costoso della storia di Cupertino sono una costante sorpresa. Il dispositivo si starebbe comportando inoltre molto bene anche in Cina, dove il business di Apple è cresciuto del 21 per cento rispetto al secondo trimestre del 2017.

Eppure c’è chi non concorda con la versione fornita da Cook. Bloomberg, ad esempio, sottolinea come il prezzo medio di vendita dei device sia stato di 728 dollari, contro i 740 attesi dagli analisti. “Questo indica come il top di gamma non abbia soddisfatto le aspettative che c’erano al momento del lancio”, ha scritto l’agenzia. Ma, come anticipato, il Ceo di Apple non sembra essere preoccupato. Nemmeno del prezzo del dispositivo. “Costa quanto vale: è un prodotto incredibile, ricco di innovazione e pronto per affrontare il prossimo decennio”, ha commentato Cook.

Spulciando il report della Mela, si nota come prosegua ininterrotta la corsa della divisione Servizi, in grado di totalizzare un più 31 per cento anno su anno (per 9,2 miliardi di ricavi), accompagnata da ottime performance degli “Altri prodotti”: una categoria che include, ad esempio, l’Apple Watch e l’Home Pod. Questa business unit ha generato un fatturato di quasi quattro miliardi, in aumento del 38 per cento rispetto al Q2 del 2017.

In flessione invece le consegne dei Mac, che hanno totalizzato un meno tre per cento in volumi. A valore le vendite dei computer sono invece risultate piatte anno su anno. In positivo gli iPad, con un giro d’affari in salita di sei punti percentuali per 9,1 milioni di unità consegnate. Per il trimestre in corso, Cupertino si aspetta un fatturato fra 51,5 e 53,5 miliardi di dollari (superiore alle previsioni), con un margine lordo compreso tra il 38 e il 38,5 per cento.