La “mania” di Apple per la customizzazione dei chip potrebbe contagiare anche tre nuovi modelli di Mac. Secondo Bloomberg, la Mela starebbe pensando di lanciare entro la fine del 2018 una triade di desktop e laptop basata su co-processore proprietario. La prima variante, quella più attesa, dovrebbe rimpiazzare il Macbook Air dopo dieci anni di onorato servizio: l’idea di Cupertino è quella di proporre un dispositivo teoricamente ancora più sottile e versatile, prendendo ispirazione dai Macbook senza ventole lanciati sul mercato nel 2015. Gli altri due modelli, invece, potrebbero essere un Macbook Pro e un iMac aggiornato per il fronte consumer. In questi casi, però, gli avanzamenti riguarderebbero soltanto le componenti interne (fra cui, per l’appunto, il co-processore basato su architettura Arm) senza toccare quindi il design.

Non è la prima volta che Apple ricorre a componenti custom per i propri prodotti, anche se gli esempi che si possono citare per sostenere la tesi di Bloomberg sono ad oggi soltanto due. La prima assoluta della Mela in questo campo risale al 2016, quando l’azienda presentò il Macbook Pro con Touch Bar: a gestire le funzionalità di questa “striscia” Oled è proprio un co-processore Arm personalizzato.

Il secondo caso è ancora più recente e risale al mese scorso. A metà dicembre 2017 il gruppo californiano ha lanciato l’iMac Pro, una soluzione desktop dalle caratteristiche e dal prezzo molto elevanti, che fra le altre cose “ospita” anche un chip dedicato alla gestione del bilanciamento energetico, della sicurezza, dell’audio e così via. In entrambi i casi, comunque, la Cpu principale proviene sempre dalle fonderie di Intel.

Ma non è detto che la Mela decida di accentuare questo desiderio di indipendenza dal produttore di Santa Clara, arrivando così a progettare un processore disegnato completamente al proprio interno. Secondo alcuni osservatori, è solo una questione di tempo. Apple potrebbe così arrivare a un livello di integrazione fra hardware e software ancora più profondo, come quello ormai raggiunto per esempio da iPhone e iPad, il cui primo system-on-chip custom (A4, prodotto da Samsung) fu introdotto ormai nel lontano 2010. Al momento, però, a Cupertino le bocche sono ovviamente cucite.