L’iPhone mostra “una significativa tendenza al miglioramento”, assicura Tim Cook, ma il cavallo vincente di Apple restano per il momento i servizi. Nel trimestre di aprile, maggio e giugno 2019 la società di Cupertino ha ottenuto dai servizi circa 11,45 miliardi di dollari di ricavi mentre un anno prima, nell’analogo quarter, la cifra era di 10,17 miliardi circa. Al contrario, le vendite di prodotti hardware hanno fruttato 42,35 miliardi di dollari, meno dei 43,09 di un anno prima, e il responsabile del decremento è proprio l’iPhone perché gli altri dispositivi (Mac e Macbook, iPad, Apple Watch, HomePod e accessori) hanno tutti migliorato i numeri.

Forse poco importa, tuttavia, considerando che il rallentamento delle vendite di smartphone è generalizzato e non è una sorpresa, e considerando che la crescita di ricavi dei servizi ha permesso di portare il fatturato trimestrale oltre i 53,8 miliardi di dollari (circa 540 milioni in più rispetto al secondo quarter 2018). “Questo è stato il nostro trimestre di giugno migliore di sempre”, ha commentato Cook, “spinto dai ricavi da record assoluto dei servizi, dall’accelerata crescita degli indossabili, dalle solide performance degli iPad e dei Mac e da significativi miglioramenti di tendenza per gli iPhone”. 

Eufemismi a parte, le sue parole sono confermate dai numeri (vedi la tabella qui sotto), ma quello su cui Tim Cook ha evitato commenti è il calo anno-su-anno degli utili: dagli 11,5 miliardi di dollari del secondo quarter 2018 ai 10 miliardi attuali. Sono aumentate le spese operative, sia alla voce “ricerca e sviluppo” sia quelle di “vendita, generali e amministrative”, e considerando i dazi imposti alle aziende statunitensi sull’acquisto di forniture made in China la tendenza non potrà che peggiorare. 

 

(Fonte: Apple)

 

D’altra parte si vocifera, pur senza conferme, della possibilità che Apple - e con lei altre società nordamericane - sposti fuori dalla Cina una porzione delle attività di fabbrica, affidate a terzisti come Foxconn. Inoltre l’azienda da pochi giorni ha confermato con un annuncio ufficiale le indiscrezioni sull’accordo con Intel: per un miliardo di dollari ha acquisito la divisione che sviluppa a produce i processori modem. Il che rappresenta un corposa spesa, ma anche la premessa per risparmi futuri e per un maggiore controllo sulle componenti necessarie agli iPhone.

Per i restanti mesi del 2019 l’amministratore delegato ha promesso “significativi lanci in tutte le nostre piattaforme, nuovi servizi e numerosi nuovi prodotti”. A tal proposito, una delle indiscrezioni più interessanti preannuncia l’arrivo autunnale di un Macbook Pro da 16 pollici, il primo mai proposto in questo formato: un portatile che, grazie a ottimizzazioni di design e a una cornice ridotta al minimo, avrà le stesse misure di scocca degli attuali modelli da 15 pollici ma offrirà uno schermo più grande. Prima di esultare, è bene sapere che per questo futuro gioiellino di tecnologia si ipotizza un prezzo di circa tremila dollari.