Un po’ per uno non fa male a nessuno, dice il proverbio. Qualcomm in queste ore potrebbe non pensarla allo stesso modo. Bloomberg ha rilanciato una serie di indiscrezioni circolate già lo scorso aprile, che vorrebbero Apple in procinto di affidarsi a Intel per la fornitura di chip modem per i prossimi iPhone, togliendo così l’esclusiva a Qualcomm. Secondo le nuove fonti dell’agenzia statunitense, però, sono affiorati dei precisi distinguo: la Mela potrebbe scegliere l’hardware di Intel soltanto per le versioni Gsm dei propri dispositivi, compatibili con operatori a stelle e strisce AT&T e T-Mobile, lasciando così all’altro fornitore di chip le soluzioni adatte per carrier come Verizon e Sprint, che si affidano (come altre telco) al protocollo Cdma (code division multiple access).

La scelta ricadrebbe su Intel anche per i modelli di iPhone, non è chiaro se già dalla versione numero 7, venduti anche in mercati stranieri: al momento, però, non è dato sapere quali. Ma Qualcomm può tirare un sospiro di sollievo perché la Cina non dovrebbe rientrare nell’elenco e i melafonini commercializzati nel Paese del Dragone dovrebbero continuare a disporre dei chip prodotti dal gruppo di San Diego.

L’intenzione di Apple, secondo le fonti, sarebbe quella di “diversificare il più possibile il proprio panel di fornitori”, evitando così di legarsi troppo ai prodotti di una sola azienda. La mossa di Cupertino, se dovesse trovare conferma, rappresenterebbe una prima vittoria per il travagliato programma di sviluppo di chip mobili di Intel. Fino a oggi, infatti, il colosso di Santa Clara ha faticato a porsi come player credibile in questo cruciale segmento di mercato, con quote che oscillerebbero tra l’uno e il dieci per cento.

La strategia di Intel ha subìto un’accelerazione in seguito all’arrivo di Venkata “Murthy” Renduchintala, strappato dal gruppo di Santa Clara proprio a Qualcomm: Renduchintala è stato per tre anni executive vice president e co-president del business dei chip mobile all’interno di Qualcomm e ora dirige il Client and Internet of Things (IoT) Businesses and Systems Architecture Group di Intel.

 

 

Ma la nomina di Renduchintala ha portato alla dipartita, lo scorso aprile, di Aicha Evans, allora a capo del Communication and Devices Group: Evans non era mai stata tenera con la propria (ex) società in merito alla strategia sul mobile. Durante l’ultimo Mobile World Congress di Barcellona aveva sottolineato come, nella sua visione, Intel avesse ormai perso effettivamente la battaglia in questo mercato: “Credo sia successo nel 2004, quando l’Lte era ormai definito e noi eravamo ancora sul Wimax”, aveva spiegato la manager ai giornalisti.

Ovviamente, il piano di Apple potrebbe presentare risvolti ben precisi e calcolati: la scelta di un secondo fornitore metterà Qualcomm nella non felice condizione di dover rinegoziare i prezzi. Magari non ora, ma forse nel prossimo futuro. Anche se, come sottolineato dall’analista Stacy Rasgon di Sanford C. Bernstein, i chip modem di Intel non avrebbero nessuna possibilità di competizione con quelli di Qualcomm, molto più performanti. Chi la spunterà?