Entro fine anno Apple attingerà alle fonti di energia rinnovabili per alimentare almeno il 60 percento del suo data center di Maiden, in Carolina del Nord. Le installazioni comprendono due pannelli solari, di cui il primo con un'estensione di cento acri, direttamente vicino da centro dati, che produrrà circa 42 milioni di kilowatt-ora di elettricità all'anno. Il secondo, sempre della stessa dimensione, sarà dislocato a pochi
chilometri dalla sede del data center e sarà configurato per produrre
circa la stessa quantità di energia annua.
Il data center di Maiden ha il tetto bianco per evitare l'accumulo di calore
L'azienda di Cupertino sta inoltre costruendo un terzo sistema di alimentazione a celle di combustibile che
sfrutta la tecnologia di Bloom Energy (Genera energia elettrica
utilizzando biogas), che quando sarà attivo entro fine anno produrrà
altri 40 milioni di chilowattora all'anno. Complessivamente questi nuovi
impianti provvederanno a circa il 60 percento del fabbisogno del data center.
L'impegno di Apple è stata senza dubbio incentivato da Greenpeace, che da tempo punzecchia l'azienda di Cupertino e altre grandi aziende del settore IT impegnate nello sviluppo di data center per sistemi cloud.
In questo caso l'associazione ambientalista ha accolto con entusiasmo la notizia e ha pubblicato una nota redatta da Gary Cook, in cui scrive: "Greenpeace e Apple sono lieti di fornire ulteriori dettagli su come Apple prevede di rispettare l'impegno di energia rinnovabile per il suo data center in North Carolina. Apple è ancora uno dei maggiori clienti di Duke Energy, e dovrà legittimamente pretendere che il fornitore provveda a erogare il 100 per cento di energia rinnovabile per il suo iCloud".
Apple sta inoltre adottando altre misure per garantire l'efficienza
energetica nello stabilimento di Maiden, al fine di minimizzare il
consumo di energia elettrica. Fra gli altri si segnalano un sistema di stoccaggio di acqua refrigerata che
può aiutare a migliorare l'efficienza del sistema di raffreddamento e
l'impiego di un sistema di raffreddamento ad aria libera, che provvederà
per circa il 75 per cento alla dissipazione del calore di cui necessita
il data center (soprattutto di notte e nella stagione fredda).
Il sistema di illuminazione interna è a LED e con sensori di movimento
In aggiunta è prevista inoltre l'installazione di ventilatori a velocità variabile, un sistemi di
distribuzione di energia elettrica che riduca al minimo le perdite che
si verificano durante le conversioni e non mancano infine l'illuminazione a LED e sensori di movimento per evitare sprechi di corrente e un tetto completamente bianco per evitare l'accumulazione di calore all'interno della struttura.