Apple quest'anno ha già speso 1,3 milioni di dollari per fare lobbying sul Governo statunitense. Il dato è stato svelato First Street Research, che ha analizzando a fondo le commissioni ricevute dalle società specializzate Capitol Tax Partners, Fierce, Isakowitz & Blalock, Franklin Square Group e Jefferson Consulting Group nei primi sei mesi dell'anno. 

Lobbying

L'azione di lobbying negli Stati Uniti è legale e regolamentata ovviamente – i soldi investiti finiscono nelle tasche dei professionisti, non certo dello Stato o del Governo. Gli obiettivi sono quelli di sempre per le imprese e le associazioni: influenzare le decisioni politiche. Nello specifico gli intermediari lobbysti pagati da Apple si sono concentrati sul condizionare le scelte riguardanti una serie di normative che riguardano la privacy, la localizzazione, i brevetti, il commercio e i diritti dei consumatori. 

Probabilmente i maggiori sforzi sono stati concentrati sul tema più caldo del momento, ovvero la riforma della legge sui brevetti (Patent Reform Act). Com'è risaputo infatti Apple è protagonista da tempo di una battaglia durissima nel settore mobile.

Questa la lista completa delle leggi: