Non bastavano le accuse di mancati pagamenti per tecnologie brevettate. Apple, a detta di Qualcomm, è anche una spiona, che ottiene informazioni riservate e le spiffera alla concorrenza. La nuova accusa è l'ennesima puntata di una vicenda che si trascina da mesi e che ha fortemente inasprito (per usare un eufemismo) i rapporti fra le due aziende. Fino al punto di spingere Apple, secondo alcune indiscrezioni, a decidere di rivolgersi soltanto a Intel o a MediaTek per la fornitura di componenti per i prossimi iPhone. Ora, come svelato da Reuters, Qualcomm ha avviato una nuova causa rivolgendosi a un tribunale di San Diego, sostenendo che l'azienda di Cupertino avrebbe richiesto confidenzialmente di conoscere dettagli sul software utilizzato per far funzionare i modem 3G ed Lte di Qualcomm.

La richiesta era partita lo scorso luglio da ingegneri informatici della Mela, interessati a comprendere meglio il funzionamento dei chip sulla rete di un particolare operatore di telecomunicazioni. Una volta ottenute queste informazioni altamente confidenziali, che riguardavano anche parte del codice sviluppato dal chipmaker e protetto da segreto industriale, gli ingegneri hanno ben pensato di condividere queste informazioni con dipendenti di Intel.

La posizione di Qualcomm è severa: le email inoltrate al chipmaker rivale, anche se nate dalla buona fede (è probabile che si volesse capire come far funzionare al meglio gli iPhone), rappresentano una violazione del segreto industriale e del contratto che legava la società di Tim Cook a un suo storico fornitore. E non è tutto, perché nel documento depositato nel tribunale californiano si accusa anche un ingegnere informatico di Apple di aver carpito dettagli tecnici per riutilizzarli all'interno di un nuovo modem Lte, in fase di sviluppo.

 

 

 

Alla luce di questo nuovo fatto, il rapporto commerciale fra le due aziende appare sempre più compromesso. Nel frattempo, i conti di Qualcomm si ritrovano tre volte penalizzati: dalle spese legali, dalla multa dovuta all'antitrust taiwanese e, soprattutto, da mesi di mancati pagamenti di royalty da parte di Apple e di quattro suoi fornitori (Foxconn, Pegatron, Wistron e Compal).