La guerra fra Samsung e Apple continua. Più accesa che mai e su più fronti. Il primo, quello che interessa maggiormente gli utenti, è quello dei prodotti. La casa di Cupertino è pronta a svelare il suo nuovo iPhone, settimana prossima.
 
Il gigante coreano, dopo il debutto del Galaxy Note II, spinge l’accelleratore sul Galaxy SIII: in Italia la promozione che vede il super cellulare venduto in bundle a 650 euro con un Galaxy Tab da 10 pollici (di fatto regalato) parla da sola, a livello mondiale i circa 20 milioni di pezzi finora spediti sul mercato (a una media di 140 pezzi al minuto) dicono che oggi questo è il terminale “best seller”. Ad ogni latitudine.

La progressione delle vendite del Galaxy SIII ha dell’incredibile: dopo 50 giorni  ha tagliato il traguardo dei 10 milioni (200mila al giorno), dopo 100 si è arrivati a quota 20 milioni (sei milioni in Europa, 4,5 milioni in Asia, quattro milioni in Nord America e 2,5 milioni in Corea del Sud) e il traguardo dei 28 milioni del Galaxy SII e dei 24 milioni dell'SI sono obiettivi ormai molto vicini.

L’altro fronte caldo è quello dei brevetti. In attesa della sentenza definitiva della Corte di San Jose in programma il 20 settembre, si scopre che Apple sta facendo man bassa di brevetti LTE, in un'operazione che sembra preparatoria a un eventuale (nuovo) scontro legale con Samsung. Fino a un anno fa l'azienda californiana non aveva infatti proprietà intellettuali relative alla  tecnologia per le reti mobile di quarta generazione, mentre oggi ne conta ben 318, cioè il 5% del totale mondiale.

A svelare l’arcano è stato l'Ufficio Coreano per la Proprietà Intellettuale (KIPO) a una testata locale, facendo notare anche come i brevetti sviluppati direttamente da Apple sarebbero solo 44, mentre gli altri sarebbero stati acquisiti. Altri 115 brevetti in passato posseduti da Nortel inoltre sono oggi intestati al consorzio Rockstar Bidco, che include oltre alla casa della Mela anche EMC, Microsoft e altri colossi dell’hi-tech.

Il totale dei brevetti su cui Cupertino può contare supera quindi quotai 400 e agli occhi degli esperti in materia è dote più che sufficiente a proteggere l’iPhone 5 da eventuali azioni legali di Samsung. Che essendo titolare di brevetti standard essenziali in campo Lte potrebbe comunque denunciare la rivale per vedersi riconoscere dai giudici i cosiddetti diritti Frand alla base delle royalty dell’uso in licenza delle tecnologie protette da proprietà intellettuale.

I chip A6 li produrrà TSMC?
Il terzo fronte di battaglia è quello della fornitura dei chip di memoria, terreno dove in realtà Apple e Samsung sono legate a filo doppio (almeno fino ad oggi) da un rapporto cliente-fornitore. Ed è relativa a questo rapporto la notizia più importante delle ultime ore. Stando a quanto infatti riporta l’agenzia Reuters, la casa di Cupertino avrebbe ridotto l’entità dei suoi ordini alla società coreana per i componenti Nand e Dram integrati nell’iPhone 5. Con un esplicito obiettivo: ridurre la dipendenza da Samsung, e quindi la più grande rivale operante sul mercato mobile, per quanto riguarda i materiali chiave del proprio smartphone (e dell’iPad).

Tesi del resto sostenuta e rimarcata anche dal Korea Economic Daily, secondo cui Apple avrebbe già depennato Samsung dalla lista dei fornitori dei chip di memoria (relativamente al primo lotto di produzione) per il nuovo iPhone, rivolgendosi alle varie Toshiba, Elpida Memory e alla coreana SK Hynix.

Samsung, in buona sostanza, rimane e rimarrà secondo alcuni analisti il primo fornitore di Apple per i componenti dei prodotti della Mela ma vedrà ridursi l’entità delle commesse. E non per motivi imputabili alla questioni legate alla guerra legale per i brevetti. Cupertino cerca nuove strade sul fronte dei semiconduttori, questa la realtà dei fatti, e il nome che circola come alternativa a Samsung è quello di TSMC (Taiwan Semiconductor Manufacturing Co.), cui Tim Cook avrebbe offerto un miliardo di dollari come investimento (rifiutato) e cui dovrebbe essere affidata comunque la produzione del processore A6.

Ha collaborato Valerio Porcu