E ora anche Taiwan è troppo cara per Apple. Il colosso di Cupertino, come spiega la testata Digitimes, si starebbe affidando sempre più a fornitori di componentistica cinesi, allo scopo di ridurre i costi della supply chain. Il sito d’informazione riporta infatti la testimonianza di alcuni ex partner della Mela, che hanno sottolineato di essersi dovuti adeguare alle nuove politiche del colosso californiano, trovandosi nuove fonti di ricavi. Fra le “vittime” delle strategie commerciali di Apple ci sarebbe, ad esempio, Catcher Technology: il produttore degli chassis in alluminio dei Macbook sarebbe stato ormai affiancato anche dalla cinese Everwin Precision Technology. Secondo Digitimes, però, Catcher dovrebbe continuare a ricevere una parte delle commesse della Mela per via dell’alta domanda di scocche dei computer.

Eclatante anche il caso di Simplo Technology, che ha iniziato a realizzare batterie anche per le bici elettriche e per i data center dopo che il gigante di Cupertino ha deciso di affidarsi alle cinesi Desay Battery Technology e Sunwoda Electronic. Si tratta però di cambiamenti che potrebbero, paradossalmente, far nascere business prima impensabili. La stessa Simplo è oggi diventata il secondo produttore al mondo di batterie per le bici elettriche.

Nel report di Digitimes non è citata la taiwanese Tsmc, che realizzerà anche i chip a 7 nanometri della prossima generazione di iPhone. La società è salita però agli onori delle cronache a inizio mese, quando è stata costretta a fermare i propri impianti per tre giorni a causa di un ransomware che si era diffuso nei sistemi della fabbrica. Si è trattato di una variante di Wannacry, il programma maligno che l'anno scorso ha colpito oltre 200mila computer in giro per il mondo.