23/05/2013 di Redazione

Applicazioni lente, le aziende sbagliano approccio

I problemi legati alle prestazioni delle applicazioni sono in crescita: se ne lamenta il 54% delle aziende intervistate in uno studio di Easynet Global Services e Ipanema Technologies. E l'appoccio tradizionale alla gestione delle reti non è più efficace.

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La lentezza non è un valore se si parla di applicazioni, e in particolare di applicazioni aziendali, quelle che dovrebbero garantire efficienza e produttività. Il fattore performance sta diventando sempre più critico, con il crescere delle moli di dati e di workflow che caricano le reti, tant’è che Easynet Global Services e Ipanema Technologies hanno pensato di misurarlo commissionando a Vanson Bourne un’indagine globale (Killer Apps 2013) su 650 Cio e responsabili It operativi negli Stati Uniti e in sei Paesi Europei, tra cui l’Italia.

Dall'indagine Killer Apps 2013


Il dato di fondo della ricerca, è inequivocabile: il 54% delle aziende (e il 53% di quelle italiane) si lamenta di problemi di prestazioni, lentezza o mancanza di risposta delle applicazioni, con un incremento del 10% rispetto alla percentuale della prima edizione dell’indagine, condotta un anno fa. Come si spiega? L’indagine ipotizza ragionevolmente che fra i “colpevoli” da additare possano esserci il ricorso più frequente al cloud computing e alle applicazioni basate sul Web, ma anche l’utilizzo di più device e di programmi che richiedono molta ampiezza di banda, come quelli di videoconferenza.

Inutile sottolineare come ai problemi di lentezza si leghi una perdita di efficienza, e quindi di tempo e denaro per le aziende. Tra l’altro, a risultare più colpite da questo fenomeno sono proprio le applicazioni business-critical, come quelle di  Crm ed Erp, e a seguire quelle di Unified Communication and Collaboration a mezzo video. Su questo punto, l’Italia si discosta un po’ dai risultati complessvi della survey, riportando picchi di difficoltà soprattutto per le applicazioni verticali aziendali, oltre che per il VoIP e le comunicazioni video.

C’è poi una contraddizione da evidenziare: i budget destinati alle reti aziendali sono in notevole crescita per il 52% degli intervistati (il 44% in Italia), ma questo non si traduce in un miglioramento di prestazioni delle applicazioni, che continuano a dare problemi al 79% delle imprese (l’80% in Italia). “Non solo i problemi relativi alle prestazioni delle applicazioni aumentano”, sottolinea Thierry Grenot, vice presidente esecutivo di Ipanema Technologies, “ma si tratta di problematiche che vanno a impattare applicazioni critiche, come i sistemi Erp e, in modo sempre maggiore, i sofisticati sistemi di Unified Communications“.

“E questo tipo di problema“, prosegue Grenot, “ha una ricaduta significativa sulla produttività e può mettere in pericolo una gamma di programmi informatici ancor più vasta, man mano che le aziende adottano strategie cloud. Se le organizzazioni stanno investendo in sistemi che favoriscano la produttività aziendale, dovrebbero allo stesso modo preoccuparsi delle sfide in ambito di prestazioni correlate”.

Altro elemento in forte crescita, come emerge dal confronto fra l’indagine del 2012 e quella di quest’anno, è la necessità di connessioni veloci e stabili in azienda: secondo l’84% degli intervistati (erano il 67% nello studio precedente), i requisiti di ampiezza di banda della propria organizzazione sono in crescita di almeno il 10% annuo e per il 40% delle società questa crescita supera il 20% annuo.

“Ciò che emerge chiaramente dalla ricerca Killer Apps di quest'anno”, commenta Justin Fielder, chief technology officer di Easynet, “è che l’approccio tradizionale alla gestione della rete dati non è più efficace. Le aziende investono cifre maggiori nel networking aumentando la capienza della banda, senza però risolvere le problematiche relative alle prestazioni, dal momento che in un solo anno più del 10% di organizzazioni ne lamenta la maggiore frequenza. Il nostro settore deve rendersi conto che l’ascesa del cloud computing e le applicazioni sempre più sofisticate spingono molte aziende verso una ‘anarchia delle applicazioni’, in cui i dipartimenti It perdono il controllo del modo in cui i sistemi utilizzano la rete e, di conseguenza, delle prestazioni delle singole applicazioni”.

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