ARM suona la carica, alla conquista di PC e server. L'azienda inglese ha già saldamente in mano il mercato dei dispositivi mobili, grazie all'omonima architettura che concede in licenza a praticamente tutti i costruttori di chip. Un monopolio di fattograzie al quale l'azienda ora guarda a nuovi mercati con rinnovato interesse.
Una nuova colonizzazione che comincerà
entro il 2015, quando almeno una parte dei PC e dei server del mondo saranno basati su questa architettura. Per allora i processori ARM dovrebbero aver raggiunto un avanzato stadio di sviluppo, con almeno quattro core (o più) e frequenze vicine, se non superiori, ai 2 GHz. ARM non parte certamente da zero.
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Recentemente Steve Ballmer ha fatto sapere che la prossima versione di Windows – nota come Windows 8 – sarà compatibile con le CPU ARM (Steve Ballmer Show: fra l'Avatar Kinect e i chip Arm), e i dispositivi Nvidia Tegra stanno riscuotendo un successo notevole.
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La compatibilità con Windows in particolare è un successo importante per ARM, che ha cercato di convincere l'azienda di Redmond a fare questa mossa per gli ultimi 13 anni, come ha spiegato l'AD Warren East.
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Le previsioni di ARM sono condivisibili. Il limite tra smartphone e PC è sempre più labile – e si assottiglia costantemente – ed è ragionevole pensare che negli anni tanto la piattaforma hardware come quella software finiscano per uniformarsi. Un giorno avremo un sistema operativo che funziona allo stesso modo su telefono e PC? Probabile, ma su chi avrà la meglio nel mercato dell'hardware non ci si può sbilanciare.
Da una parte ARM guarda al mercato PC da una posizione di dominio assoluto. I computer tradizionali hanno però già il loro campione: si chiama Intel, azienda che ha già chiarito di essere al lavoro per creare una piattaforma mobile convincente. Si partirà dall'architettura Atom. Difficile dire chi la spunterà.