Non è ancora il 5G, ma poco ci manca. L’operatore statunitense At&t ha annunciato che entro metà 2017 lancerà ad Austin (Texas) e Indianapolis (Indiana) i primi servizi wireless di (quasi) quinta generazione. La tecnologia, ribattezzata “5G Evolution”, consentirà ai dispositivi mobili di raggiungere velocità di picco teoriche in downlink di 400 Mbps, cifre superiori di quaranta volte rispetto agli standard attuali. Ma l’obiettivo della telco è arrivare in alcune aree e già entro la fine del 2017 a 1 Gbps teorico, toccando quindi le velocità caratteristiche delle connessioni di quinta generazione, che dovrebbero essere lanciate dagli operatori entro il 2020. Ma lo sforzo di At&t va anche in altre direzioni ed è più omnicomprensivo.

L’azienda, infatti, sta progettando due “banchi di prova” per il 5G, da attivare in primavera nei propri laboratori di Austin per supportare quanto realizzato già oggi in questo ambito. I testbed, come sono stati chiamati dall’operatore, includono aree interne ed esterne dedicate, in cui verranno costruite infrastrutture adattabili e già pronte a ospitare i futuri aggiornamenti degli standard di comunicazione.

“Lavoreremo con numerosi vendor per valutare i nuovi concetti in avanzamento della tecnologia 5G, sia per le soluzioni mobili sia per le linee fisse, testando le capacità di rete e i dispositivi per esplorare la copertura del segnale nelle bande a 28, 39 e sotto i 6 GHz”, ha fatto sapere At&t. La prima fase di rollout del “5G Evolution” verrà sostenuta dal lancio di una nuova piattaforma, chiamata “Network 3.0 Indigo”, che sfrutterà anche le più recenti soluzioni di networking definito dal software (Sdn) per supportare la costante crescita di traffico sulle reti.

Dal 2007 ad oggi, infatti, l’infrastruttura dell’operatore ha visto aumentare del 250mila per cento la trasmissione di dati e il passaggio a un’architettura Sdn è fondamentale per garantire la continuità dei servizi. L’azienda ha già implementato queste tecnologie software sul 34 per cento delle proprie funzionalità di rete, con l’obiettivo di arrivare al 75 per cento nel 2020. Il traguardo per quest’anno è invece stato fissato al 55 per cento.