Belli gli Ssd, ma se si rompono si rischia il panico

di Valerio Porcu
pubblicato martedì 6 settembre 2011

Uno studio di Kroll Ontrack mostra che c'è in generale una grande fiducia verso i dischi allo stato solido. Allo stesso tempo, però, i problemi sono in aumento, e recuperare i dati è più difficile e costoso rispetto ai tradizionali hard disk.

Gli SSD mettono i dati in pericolo, eppure tutti ritengono che siano più affidabili degli hard disk. Lo ha scoperto Kroll Ontrack con un sondaggio, che rivela come oltre il 90% degli intervistati ritenga le soluzioni a stato solido migliori dei dischi magnetici, ma anche che il 57% delle persone che li possiedono hanno perso i dati archiviati. Il problema non è tanto la solidità del supporto in sé, che è molto alta, quanto il fatto che recuperare i dati in caso di danni è molto difficile se non impossibile. 

 

Intel SSD 320

"Nel caso di perdita dei dati da SSD / Flash, l'intervento di recupero può essere molto complesso. I dati su SSD / Flash vengono memorizzati in forma meno lineare rispetto ad un tradizionale hard disk. Gli standard industriali per l'organizzazione dei dati su SSD / Flash non sono ancora stati completamente definiti e questo significa adottare soluzioni di recupero personalizzate in base al produttore e al modello specifico del dispositivo", spiega Paolo Salin, Country Director di Kroll Ontrack in Italia.

Non è una vera novità per chi è un po' più esperto nel settore dell'archiviazione. Gli SSD sono più veloci, e generalmente si rompono meno degli hard disk tradizionali. Se ci sono problemi però recuperare i dati è quasi una missione impossibile, proprio per via della tecnologia usata.

 I vantaggi degli SSD, già adottati da oltre il 70% dei 500 intervistati, sono concreti. Che si tratti di un server, di un mainframe, di un  NAS o di una workstation si ottengono più prestazioni, consumi ridotti e maggiore affidabilità (almeno percepita). Costano molto più degli hard disk, è vero, ma spesso il gioco vale la candela.

Crucial m4

Il rovescio della medaglia è che "nonostante però i numerosi vantaggi offerti, con la maggior adozione di questi dispositivi gli incidenti con perdita di dati sono in aumento: Kroll Ontrack ha riscontrato infatti un incremento del 20% delle richieste di recupero dati rispetto all'anno precedente su SSD/Flash".

Kroll Ontrack spiega di avere le tecnologie e le competenze necessarie a recuperare i dati anche da un moderno SSD; la scelta migliore è tuttavia quella di usare uno o più hard disk, un server cloud, un nastro o un'altra soluzione per effettuare un backup da mantenere costantemente aggiornato. Solo così si potrà avere la sicurezza di tornare operativi velocemente, senza mettere a rischio il proprio business. Se si spendono centinaia o migliaia di euro per un sistema SSD, dopotutto, non dovrebbe essere un problema aggiungerne qualche decina per degli hard disk.

 
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