Android è la scelta giusta, ma bisogna correggere il tiro. BlackBerry, marchio di smartphone un tempo inscindibile dal suo sistema operativo proprietario, produrrà un nuovo modello (ora noto con il nome in codice Rome) basato sulla piattaforma mobile di Google, e lo farà entro quest’anno, stando alle dichiarazioni dell’amministratore delegato, John Chen. Sarà un bis perché la ex Research In Motion ha già debuttato nel mondo del robottino con il Priv, un modello dal posizionamento (e dal costo, originariamente di 699 dollari e poi tagliato di una cinquantina di dollari) molto alto, che associa specifiche tecniche di pregio a caratteristiche di sicurezza indirizzate alle aziende e ai professionisti.

Nell’ultimo trimestre dell’anno fiscale 2016, infatti, l’azienda ha venduto circa 600mila terminali Priv, meno dei 700mila del quarter precedente e meno anche della stima degli analisti di Wall Street, che si attendevano un volume circa 850mila unità. L’azienda ha addossato la colpa al ritardo degli operatori telefonici, e soprattutto di quelli statunitensi, nell’introdurre il nuovo modello all’interno delle loro offerte.

Ma c’è di più. In un’intervista a The National, una testata di Abu Dhabi, John Chen ha fatto un parziale mea culpa, ammettendo che la scelta di un modello high end per l’esordio di BlackBerry in campo Android “non è stata una scelta saggia come pensavamo”. Molti clienti aziendali, ha spiegato il Ceo, hanno risposto all’offerta dicendo di essere interessati al Priv ma citando il costo di quasi 700 dollari come un ostacolo.

 

BlackBerry Priv

 

I due nuovi smartphone androidi, al momento noti come Rome e Hamburg, punteranno alla fascia media del mercato, con un prezzo intorno ai 500 dollari. Verosimilmente, BlackBerry dovrà spingere anche, e meglio, sui contratti con gli operatori e dunque sulla possibilità di vendere i futuri telefoni all’interno di pacchetti d’offerta. In ogni caso, parallelamente al progressivo lavoro sul fronte del software e dei servizi di gestione e sicurezza mobile, l’azienda sta continuando a proporsi anche come un produttore di hardware, onorando il suo glorioso passato. Restiamo in attesa di vedere se Roma e Amburgo porteranno fortuna ai canadesi.