BlackBerry ha cambiato idea e nel giorno della scadenza del periodo di esclusiva che era stato concesso a Faifax per l'acquisto annuncia che non intende più vendere. Riceverà un finanziamento di 1 miliardo di dollari da parte degli investitori storici, fra cui Fairfax Technology, a cui sarà riservato nei prossimi giorni un private placement di bond convertibili. Le obbligazioni della durata di sette anni e saranno convertibili al prezzo di 10 dollari, pari ad un premio del 28,7% rispetto al prezzo di chiusura delle azioni del 1 novembre scorso.

Contestualmente l'azienda canadese cambia direzione, e al posto di Thorsten Heins, ormai ex AD, subentra John S. Chen, ex numero uno di Sybase (associata di SAP), che assume sia il ruolo di Executive Chair del Board of Directors, sia quello di amministratore delegato ad interim. Chen sarà responsabile delle strategie aziendali. Ad affiancarlo ci sarà Prem Watsa, Chairman e amministratore delegato di Fairfax, che assu

Azioni al ribasso dopo la rinuncia alla vendita

merà il ruolo di Lead Director and Chair of the Compensation, Nomination and Governance Committee.


La notizia non è stata ben accolta dalla Borsa, tanto che in seguito all'annuncio a Wall Street l'azione ha perso il 15,32% e ha chiuso a 6,57 dollari. Secondo l'analista Jan Dawson di B. Ovum "la nomina di un veterano del software enterprise come John Chen suggerisce che Fairfax e gli altri investitori vedano nel futuro dell'azienda il software piuttosto che i dispositivi". L'analista definisce questa decisione sensata "alla luce delle spedizioni di BlackBerry negli ultimi mesi", ma il nodo della questione resta: da dove arriveranno i guadagni?

"Sfruttare i server BlackBerry come nucleo di una piattaforma di gestione dei dispositivi genera pochissimi guadagni" spiega Dawson. "QNX, il cui valore principale è quello di fornire un sistema operativo ai dispositivi BlackBerry, attualmente genera meno di 100 milioni di dollari all'anno. Allo stesso modo , BlackBerry Messenger ha avuto successo nei download come opzione di messaggistica cross-platform, ma non ha stracciato le altre applicazioni concorrenti".

Insomma quello che manca sarebbe ancora una volta una strategia chiara, la stessa che l'ex CEO Thosten Heins non è riuscito a dare fino a ieri e che adesso ci si aspetta da Chen per ridare fiducia a clienti e investitori.

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