C'è chi si avvicina e chi si allontana, almeno a parole, lungo la strada dei trasporti “smart” e delle automobili driverless. Mentre Bmw e Daimler annunciano una nuova alleanza per i servizi di car sharing e dintorni, Nvidia ci tiene a far sapere che le proprie unità di calcolo grafico non hanno avuto alcun ruolo nell'incidente mortale di Tempe, Arizona, della settimana scorsa, in cui una vettura di Uber che procedeva in modalità autopilot (con a bordo un safety driver non troppo attento) ha travolto e ucciso una donna. Mentre ancora si discute sulla reale dinamica della disgrazia e sulla bilancia dei pro e contro della tecnologia driveless, e mentre in via precauzionale e per evitare altre polemiche Uber ha temporaneamente sospeso i propri test, con forse non eccessiva eleganza diverse aziende hanno preso le distanze dall'accaduto.

Così ha fatto per esempio Intel nei giorni scorsi attraverso un'analisi di Amnon Shashua, Ceo di Mobileye, azienda israeliana specializzata in sistemi di computer vision, acquisita e diventata un ramo di attività del colosso di Santa Clara. Shashua si è lanciato in una spiegazione tecnica per dimostrare che gli algoritmi di intelligenza artifiiciale usati da Mobileye avrebbero potuto accorgersi dell'inaspettato pedone e indurre l'auto alla frenata con qualche frazione di secondo di anticipo.

Ora è il turno di Nvidia. Durante una conferenza svoltasi a San Jose, in California, l'amministratore delegato Jensen Huang ha detto che “Uber non utilizza la tecnologia Drive di Nvidia”, bensì un proprio sistema di computer vision e di guida, sviluppato internamente.

 

 

Al Ceo la puntualizzazione è parsa forse necessaria, visto il riverbero mediatico della notizia dell'incidente, ma vista soprattutto la scelta di Nivida di sospendere anch'essa i propri test di guida driveless. Un po' di ambiguità circonda decisioni come queste: sono frutto di scrupoli, precauzioni o calcoli di marketing? Si mette in dubbio la sicurezza delle attuali tecnologie, o si aspetta soltanto che le acque del dibattito mediatico si calmino? Attraverso un portavoce, Nivida ha definito l'incidente come “una tragedia”, ribadendo come i sistemi di guida autonoma possano rappresentare “salvavita”, ma allo stesso tempo debbano essere “approcciati con grande cautela”.

Vanno spediti, invece, altri due protagonisti della corsa verso i trasporti del futuro, in questo caso relativi non all'automazione della guida ma al car sharing e ad altri servizi di mobilità urbana. Bmw e Daimler (la casa produttrice delle Mercedes-Benz) hanno annunciato l'intenzione di creare una joint-venture partecipata al 50% da ciascuna delle due parti, per mettere insieme le rispettive tecnologie e flotte di veicoli. L'alleanza riguarderà sia il car sharing, con l'unione dei servizi Car2Go (di Daimler) e DriveNow/ReachNow (di Bmw), sia le applicazioni mobili di prenotazione e pagamento dei parcheggi, sia le soluzioni per la ricarica dei veicoli elettrici.