I consumatori di tutto il mondo non sono abbastanza consapevoli per quanto riguarda i consumi e i costi dell'energia elettrica. Lo ha scoperto IBM, con una ricerca mondiale intitolata "2011 IBM
Global Utility Consumer Survey".
Il contatore è intelligente, e l'utente?
Lo studio ha riguardato oltre 10.000 persone in 15 paesi. Tra i risultati più sorprendenti c'è il fatto che "oltre il 30% degli intervistati non ha mai sentito parlare dell'espressione euro per kWh e più del 60 percento non è a conoscenza dell'esistenza delle smart grid (le nuove reti di distribuzione intelligenti) o dei contatori intelligenti".
"L'indagine di quest'anno evidenzia il bisogno e l'opportunità di tornare ai concetti base per educare i consumatori, utilizzando termini che essi possano comprendere, nonché leve comportamentali e canali già in uso. Le persone dimostrano la volontà di risparmiare energia, dobbiamo solo riuscire a spiegare loro il modo più efficace per farlo".
Così come i nostri genitori e i nostri nonni ci hanno insegnato a spegnere le luci quando non servono, oggi dobbiamo quindi imparare a usare l'energia in modo consapevole, e a risparmiarla in modo "intelligente". Oggi come allora il principio fondamentale è ridurre i consumi, ma i consumatori hanno motivazioni diverse per farlo, e gli strumenti a disposizione sono molto più complessi di un semplice interruttore.
Il problema è che i nuovi strumenti sembrano troppo complessi per i consumatori. "Molti di essi non possiedono ancora adeguate informazioni o adeguati incentivi per compiere le scelte energetiche più efficaci", spiega infatti IBM.
Ci sono diversi modi di motivare i consumatori, tuttavia, oltre agli inventivi finanziari. Secondo il sondaggio, infatti, "il denaro non domina più il processo decisionale come accadeva anni fa", probabilmente perché oggi la bolletta per l'elettricità non è più una voce di spesa rilevante nel bilancio familiare, in gran parte dei casi. In altre parole siamo più ignoranti perché più ricchi.
Non più il denaro, quindi. A motivare le persone ci sono argomenti come l'impatto ambientale o l'economia nazionale. E per stimolare scelte più consapevoli IBM spiega che ci sarebbe bisogno di semplificare le informazioni disponibili, puntare sui driver sociali, cioè la condivisione d'informazioni e opinioni tra consumatori diversi – per esempio tramite portali online gestiti dalle stesse aziende fornitrici.