24/11/2011 di Redazione

Boom per l'IPv6, gli Stati Uniti fanno da locomotiva

Secondo l'agenzia Measurement Factory l'adozione del nuovo protocollo Internet sia cresciuto del 1.900% rispetto al 2010. Merito soprattutto degli Usa, che hanno inserito i nuovi indirizzi nel Registro Ufficiale. Ora tocca alle aziende velocizzare la migr

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Il primo censimento sulla diffusione delll'IPv6 ha rivelato che in alcuni domini .com, .net e .org l'uso dell'IPv6 è cresciuto del 1.900% negli ultimi 12 mesi. L'indagine è stata condotta dall'agenzia Measurement Factory (per conto di Infoblox) e ha stabilito come le aree globali abilitate all'uso dell'IPv6 si siano allargate del 25,4%, rispetto all'1,27% censite lo scorso anno.

La diffusione su larga scala è stata favorita dall'introduzione di questo protocollo di comunicazione nei registri degli Stati Uniti, che sono entrati di diritto fra i tre Paesi che hanno adottato ufficialmente l'IPv6 insieme a Francia e Repubblica Ceca. Le zone in cui sono stati abilitati anche mail server IPv6 sono invece molto più ristrette e sono passate dall'uno per cento dello scorso anno a circa il due per cento.

Nel breve periodo il supporto dell'IPv6 diventerà un imperativo per le aziende, come lo è stato finora l'IPv4, quindi il volume di sistemi che saranno man mano adeguati è destinato a crescere in modo esponenziale.

Il problema dell'IPv4, infatti, è che per limitazione tecniche insite nella tecnologia è in grado di supportare un massimo di 4,3 miliardi di indirizzi, che sono già stati esauriti in molte aree del Pianeta e lo saranno definitivamente nel giro di pochi mesi.

L'urgenza del passaggio all'IPv6 è ormai nota e sono già stati condotti esperimenti di passaggio a livello globale per assicurarsi che tutto funzioni senza problemi. Dato che il tempo stringe, alle aziende non resta che adeguare velocemente le proprie attrezzature di rete per renderle compatibili con il nuovo standard, seguendo le linee guida che avevamo già pubblicato.


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