31/03/2012 di Redazione

Brain Machine Interfaces: Italia in prima fila

L'Italia ha una chance per affermare il suo prestigio tecnologico: l'Istituto Italiano di Tecnologie di Genova sarà al centro di un nuovo progetto per lo studio di dispositivi che convertono i segnali del cervello in movimenti. Un passo in avanti fondamen

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L'Istituto Italiano di Tecnologie di Genova ha annunciato che sta per predere avvio il progetto europeo SICODE sullo studio delle Interfacce Cervello-Macchina (Brain Machine Interfaces, BMI). Il programma, finanziato dall'Unione Europea, è mirato a perfezionare l'ingegneria dei dispositivi cerebrali, approfondendo la comprensione del funzionamento del cervello durante i movimenti del corpo.

Il nuovo progetto Brain Machine Interfaces potrebbe permettere di muoversi a chi ha deficit motori

Come spiegato dall'AGI, le BMI sono attualmente considerate l'unica via praticabile per consentire di tornare a muoversi ai portatori di handicap motori, dovuti per esempio a danni traumatici alla colonna vertebrale o agli ictus. Le Interfacce Cervello-Macchina sono sistemi complessi, che hanno la capacità di rilevare gli impulsi provenienti dal cervello e convertirli in movimenti effettuati da oggetti esterni, come per esempio gli arti robotici artificiali.

Stefano Panzeri dell'Istituto Italiano di Tecnologia di Genova ha spiegato che "il progetto cambierà il paradigma relativo alla progettazione delle Interfacce Cervello-Macchina. Il cervello è un sistema altamente complesso e solo prendendolo in considerazione nel suo insieme è possibile realizzare delle interfacce in grado di interpretare correttamente tutte le sfumature dei segnali ricevuti, dando così alle protesi a cui sono connesse la capacità di eseguire esattamente i movimenti desiderati".

Parteciperanno al progetto neuroscienziati, matematici e ingegneri, che lavoreranno in team e avranno il compito di trovare le soluzioni agli ostacoli che saranno riscontrati sia nella fase di ricerca sia in quella di progettazione di sistemi.

Vincent Torre della SISSA (Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati) ha spiegato che "la ricerca si dividerà in due fasi diverse, ma complementari. Innanzitutto cercheremo di comprendere quale sia l'attività elettrica del sistema nervoso in assenza di stimolazioni, ovvero studieremo quale sia la sua attività spontanea, che da un punto di vista informatico rappresenta il rumore del sistema.

La seconda fase del progetto consiste nella progettazione e realizzazione di BMI di nuova generazione capaci di leggere correttamente l'attività elettrica del cervello, nella prospettiva di poter contribuire a ridare una reale autonomia di movimento a chi è affetto da gravi handicap motori".

Il progetto beneficia dei finanziamenti per il programma Future and Emerging Technologies (FET) della Commissione Europea, e consentirà all'Italia di ricoprire un prestigioso ruolo di rilievo mediante l'Istituto Italiano di Tecnologia (IIT), che lavorerà a stretto contatto con il coordinatore Stefano Panzeri del Center for Neuroscience and Cognitive Systems e della Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati (SISSA). Saranno coinvolti anche il Max Planck Institute for Biological Cybernetics di Tubinga e l'Università di Zurigo.


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