Stati Uniti, Giappone, Cina, Corea del Sud: c’è tanto “resto del mondo” nel mercato dei brevetti europei. L’European patent office (Epo) ha pubblicato le statistiche relative al 2018: un anno di crescita, in cui sono state depositate 174.317 domande per un aumento del 4,6 per cento sul 2017. Dicevamo delle presenze extra continentali: i più attivi sono stati ancora gli Usa che, con 43.612 richieste, si sono aggiudicati il 25 per cento della torta complessiva. Il secondo posto è occupato dalla Germania, ben lontana dal primato americano (26.734 domande) ma in crescita del 2,7 per cento rispetto a due anni fa. E, a livello di singola azienda, a dominare è stata proprio una realtà tedesca: Siemens, con 2.493 brevetti, ha staccato di poco Huawei (2.485), Samsung (2.449) ed Lg (2.376). Seguono poi la statunitense United Technologies (1.983), Philips (1.617), Qualcomm (1.593), Ericsson (1.472), General Electric (1.307) e Bosch (1.286).

A livello di mercato verticale, il settore più innovativo è stato quello del medicale, con un rialzo delle domande del 5 per cento. L’It ha certificato una crescita del 3,3 per cento e, in questo campo, i colossi statunitensi l’hanno fatta da padrone: Intel ha depositato 1.057 brevetti (13esima posizione, meno 26 per cento anno su anno), Microsoft 975 (15esimo posto, meno 15,9 per cento) e Alphabet 779 (19esima posizione, più 41,6 per cento).

E l’Italia? Con 4.399 domande complessive, il nostro Paese si è classificato decimo e nel 2018 le richieste provenienti dalla Penisola sono aumentate per il quarto anno consecutivo, seppure con un passo più lento rispetto al passato: la crescita è stata dello 0,9 per cento contro il 4,3 per cento del 2017. Nella top 25 stilata dell’Epo non figurano nostre aziende e per trovare la prima società tricolore bisogna scendere di molto nella graduatoria. Si tratta della bolognese G.D, controllata dalla holding Coesia e attiva nel campo delle macchine per la produzione e il confezionamento di sigarette.

L’azienda emiliana ha depositato 54 brevetti, posizionandosi davanti a realtà ben più note alle cronache come Pirelli (51), Chiesi Farmaceutici (37), Campagnolo (36) e Tim (34). A farla da padrone in Italia, seppur non i termini assoluti, sono state le richieste di tutelare proprietà intellettuali riguardanti il mondo dei trasporti. Con 394 brevetti, in aumento del 21 per cento anno su anno, il nostro Paese si è classificato terzo dopo Germania e Francia.

 

Fonte: European patent office (Epo)

 

Positivo anche l’andamento dell’ingegneria chimica (più 37 per cento), dell’energia verde (più 21 per cento), delle macchine tessili e per l’industria cartaria (più 15 per cento). A livello geografico, la Lombardia si è aggiudicata la palma d’oro fra le regioni italiane più innovatrici (32 per cento del totale malgrado una flessione dell’1,5 per cento), posizionandosi 13esima in Europa. Seguono Emilia-Romagna (17,1 per cento di quote) e Veneto (13,5 per cento).