La filosofia del "Bring Your Own Device" (Byod) non fa presa sulle aziende italiane. O almeno non ancora. Lo conferma una ricerca realizzata commissionata da Oracle a Quocirca su circa 700 aziende europee di grandi dimensioni, di cui un centinaio del nostro paese. A frenare l'adozione, e quindi la gestione, dei dispositivi mobili personali, è soprattutto la preoccupazione legata alla sicurezza. La stessa ricerca, battezzata Oracle European Byod Index Report, rivela però che le imprese più "coraggiose" riescono a sfruttare appieno i vantaggi tipici di questo modello, ottenendo in particolare riduzione dei costi IT e aumento della produttività. Oracle spinge quindi sull’acceleratore, avendo integrato le Mobile Security Suite presentata poche settimane fa con la sua soluzione per la gestione delle identità e degli accessi e avendo adottato la filosofia della ‘containerizzazione’. Quest’ultima permette di avere sul dispositivo mobile due diversi contenitori di app e dati, uno dedicato all’uso personale e l’altro, protetto, con tutto ciò che è messo a disposizione dall’azienda.

I dati dell'Oracle European Byod Index Report mostrano la scarsa proponesione delle grandi aziende verso il Byod



Da questa ricerca emerge che il 44 per cento degli intervistati ha delle grosse perplessità sull’adozione del Byod,” conferma Domenico Garbarino, Sales Director Security Solutions di Oracle Italia. “Questa è però una fotografia in continua evoluzione, e già rispetto a un mese fa le cose sono un po’ cambiate”. Oltre a questa grossa fetta, un ulteriore 29 per cento degli intervistati prende in considerazione il Byod esclusivamente per alcune definite tipologie di utenti. L’indagine evidenzia anche come più della metà delle aziende escluda dalla gestione dei dispositivi personali gli smartphone. “E questo nonostante questi ultimi abbiano ormai una potenza che è sei volte quella dei computer che hanno portato l’uomo sulla Luna”, commenta sorridendo Garbarino.

Domenico Garbarino, Sales Director Security Solutions di Oracle Italia



Le preoccupazioni per la sicurezza, che per il mercato italiano sono la principale barriera all’adozione di politiche Byod, si concentrano in larga parte sui dati (per il 63 per cento degli intervistati) e sulle applicazioni (per il 53 per cento), mentre l’aspetto che riguarda più prettamente i dispositivi è ritenuto meno rilevante (45 per cento). A creare queste perplessità contribuisce però la scarsa conoscenza o consapevolezza di quanto la tecnologia attuale possa fare per mitigare il problema. “Dalle risposte viene evidenziata una certa ignoranza anche a livello europeo”, spiega Garbarino. “Il 37 per cento del campione non ha mai sentito parlare di ‘containerizzazione’, e la nostra offerta si basa proprio su questo, il 22 per cento non sa nulla di Mobile Application Management e il cinque per cento non hai sentito parlare di Mobile Device Management”.

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