20/06/2013 di Redazione

Cambio di strategia e più profitti per Alcatel-Lucent

Il nuovo Ceo dell’azienda, Michel Combes, ha annunciato un piano di spostamento strategico, da un business più generalista a un maggiore focus sulle reti Ip, sulla banda ultralarga fissa ed Lte. Previsto il recupero di 2 miliardi di euro in tre anni.

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Alcatel-Lucent affila gli artigli, scegliendo di concentrarsi sull’area di business oggi a più rapida crescita, quella delle reti, cercando di arginare i competitor e in particolare quelli cinesi. È di pochi giorni fa la notizia, diffusa da un report di Ovum, del sorpasso di Zte nel ruolo di secondo vendor a livello globale di tecnologie di fibra ottica. Ieri, invece, Michel Combes, Ceo di Alcatel-Lucent nominato lo scorso febbraio, ha annunciato per la sua società il varo dello “Shift Plan”: un piano che imporrà, come da traduzione letterale, uno spostamento del focus aziendale. In sostanza, la compagnia diventerà meno generalista e si focalizzerà maggiormente sulle attività di networking e sulle tecnologie di comunicazione a più rapido sviluppo, come il 4G Lte.


Questo significa, innanzitutto, che la maggior parte degli investimenti in ricerca&sviluppo saranno concentrati su quello che diventerà il “core networking”, corrispondente alle aree più dinamiche del business quali il routing e il trasporto Ip, le tecnologie per il cloud e l’ultra-broadband su rete fissa e mobile. Tutte le altre attività rientreranno nel segmento “accesso e “altri” e saranno gestite secondo “priorità di generazione di cassa”. Inoltre, lo Shift Plan – frutto di due mesi di confronto fra il Ceo, il gruppo dirigente, consulenti e clienti – prevede una serie di misure di ottimizzazione e riduzione dei costi, anche con cessioni selettive di asset.

Il nuovo piano strategico è pensato per essere finanziariamente autosufficiente, e prevede obiettivi numerici precisi. Per le attività di core networking la stima è di chiudere il 2015 con una crescita dei ricavi del 15%, corrispondente a oltre 7 miliardi di euro (erano 6,1 i miliardi di euro fatturati lo sorso anno), e un obiettivo di margine operativo superiore al 12,5% (nel 2012 è stato del 2,4%). Per le altre attività non core business l’obiettivo è quello di disporre, sempre nel 2015, di un cash flow oltre 250 milioni di euro, a fronte del negativo di 115 milioni di euro dello scorso anno.

“I Bell Labs saranno il motore di innovazione per facilitare la crescita in queste aree chiave”, si legge nel comunicato stampa. “La ricerca e sviluppo sarà concentrata sull’IP Networking e sull’accesso a banda ultralarga, con un incremento dell’8% in R&D dal 2013 fino al 2015; queste aree rappresenteranno l’85% dell’investimento in R&D nel 2015”. Parallelamente, in “stretta collaborazione con i clienti interessati”, l’azienda intende accelerare l’uscita dalle tecnologie legacy.

Inoltre, sono previsti il reprofiling del debito per 2 miliardi di euro nel periodo 2013-2015 e ulteriori future riduzioni del debito per altri 2 miliardi di euro. L’azienda mira anche a ridurre di un miliardo di euro i propri costi fissi nel giro di tre anni, grazie a operazizoni di taglio delle spese SG&A (sales, general & administrative), alla già citata rifocalizzazione della ricerca&sviluppo e al miglioramento dell’efficienza operativa. L’altro miliardo di capitale recuperato arriverà, sempre nell’arco di tre anni, da alcune cessioni di asset che dovranno essere “accuratamente valutate e pianificate”.

“Con questo piano intendiamo posizionare l’azienda al centro dell’ecosistema digitale e, allo stesso tempo, capitalizzare sui nostri principali punti di forza”, ha commentato Combes. “Lo Shift Plan è fondamentalmente un piano industriale che indirizza anche le sfide operative e finanziarie del Gruppo, creando un leadership team forte e responsabile, con obiettivi chiari e leve appropriate per raggiungere gli obiettivi e rispettare i nostri impegni con tutti gli stakeholder”.

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