Taxi volanti e automobili elettriche a guida autonoma presto saranno realtà, come sembrano voler dimostrare Uber Elevate e Sony Vision-S, due tra le novità più esplosive presentate al Ces di Las Vegas 2020. La grande fiera dell’elettronica di consumo che da qualche anno si è allargata dall’informatica in senso stretto al mondo dei trasporti connessi e smart, ma non tutti gli annunci riservano “effetti speciali” capaci di stupire. In molti casi si tratta di componenti hardware, software, nuovi standard, migliorie tecniche e altre novità tese a rendere più scalabili, sicuri e fattibili i progetti di guida assistita. 

Uber Elevate, invece, ha conquistato un bel po’ di attenzione. L’idea dei “taxi volanti”, presentata per la prima volta nel 2016 (anche con il nome Uber Air), oggi pare un po’ più concreta grazie alla collaborazione con Hyundai, che ha materialmente realizzato i primi esemplari di “veicolo aereo personale” (Uber li chiama Pav, personal air vehicle) in mostra a Las Vegas. Si tratta di mezzi di trasporto elettrici a decollo verticale, simili a piccoli elicotteri ma ottimizzati per viaggi brevi e concettualmente assimilabili a dei taxii, dato che potranno trasportare un massimo di quattro passeggeri volando sui cieli cittadini ad altezze comprese fra 300 e 600 metri e a velocità massime di poco inferiori ai 200 chilometri all’ora.

 L’obiettivo di Uber è di mettere i suoi Pav in servizio in alcune città (Dallas, Los Angeles e Melbourne) entro il 2023, in un futuro non troppo lontano dunque, ma già quest’anno l’azienda di San Francisco punta a realizzare i primi voli dimostrativi. Per il momento, quello esibito alla fiera di Las Vegas è un semplice mock-up a grandezza naturale, battezzato “S-A1”. 

Il progetto si fonderà su accordi, già siglati, con produttori aerospaziali come Embraer, Bell e Aurora (una sussidiaria di Boeing), mentre Hyundai è il primo costruttore automobilistico coinvolto nell’iniziativa. “Crediamo”, ha dichiarato Eric Allison, direttore del progetto, “che Hyundai abbia il potenziale per fabbricare i mezzi di trasporto di Uber Air meglio di altri nell’attuale industria aerospaziale, producendo velivoli di alta qualità, affidabili e in grandi numeri, per abbassare il costo dei viaggi per i passeggeri”. Il costo, appunto: per il momento, le tariffe dei taxi robot restano un’incognita.

 

 

Sony Vision-S: concentrato di tecnologia e sicurezza
Tornando con i piedi, anzi con le ruote per terra, altra fonte di stupore al Ces di Las Vegas è stata Sony Vision-S, la prima automobile elettrica della società giapponese (e la prima automobile di Sony in generale). Si tratta di una coupé a quattro posti a trazione elettrica, alla cui fabbricazione hanno contribuito il produttore di componenti canadese Magna International, Bosch e  BlackBerry.

Più che per il design sportivo, Vision-S stupisce per il corredo di tecnologie presenti: 33 differenti sensori (ultrasonici, radar, lidar), integrati sia all’interno sia all’esterno dell’abitacolo, oltre a diversi schermi, dodici fotocamere di diverso tipo, speaker che formano un impianto audio “a 360 gradi” e interfacce di connettività. Un’applicazione mobile permette di controllare e personalizzare le impostazioni.

Tra le fotocamere, alcune funzionano come “specchietti digitali” che segnalano ostacoli e possibili pericoli, risolvendo i problemi di visibilità che il guidatore potrebbe sperimentare in certe condizioni atmosferiche. Altri sensori e fotocamere servono invece a monitorare chi sta al volante, per esempio per accorgersi se il guidatore dia segnali di stanchezza ed emettere un suono per evitargli il colpo di sonno.

La coupé di Sony, dunque, vuol essere non solo un’automobile tecnologica alla “Supercar” ma anche e innanzitutto un veicolo sicuro. Non è chiaro, tuttavia, se il prototipo portato a Las Vegas sia il capostipite di una futura flotta in vendita sul mercato oppure solamente un concept tecnologico.