Samsung si sta avvicinando lentamente agli smartphone costituiti al 100 per cento da schermo. Intervistato dall’agenzia sudcoreana Yonhap, Yang Byung-duk, vice president Mobile Communication R&D Group Display del colosso asiatico, ha confermato che l’intenzione dell’azienda è quella di nascondere completamente fotocamere e sensori frontali dei cellulari sotto il pannello. In questo modo si eviterebbero tutti gli stratagemmi ideati dall’industria mobile per continuare ad aumentare la superficie di schermo disponibile, come notch e fori. L’orizzonte temporale a cui sta guardando Samsung è abbastanza lungo, ma si può dire che il display Infinity-O, che ha debuttato poche settimane fa con i Galaxy A8s e con i più blasonati S10, sarebbe solo una tappa intermedia.

Il foro che caratterizza questo pannello è l’alternativa pensata dal chaebol per non dover ricorrere al notch, utilizzato per esempio da Apple e Huawei. Una configurazione che, però, al pari della stessa tacca della concorrenza non convince tutti. Riuscire a spostare fisicamente gli obiettivi e i sensori frontali sotto lo schermo sarebbe quindi la soluzione ideale, in modo da abbattere un altro ostacolo verso l’agognato rapporto screen-to-body del 100 per cento.

“Abbiamo testato le nostre tecnologie per celebrare il decimo anniversario del Galaxy, pensiamo che la strategia possa funzionare”, ha spiegato Yang. “L’S10 è l’unico smartphone con un foro nello schermo Oled. È un avanzamento notevole”. Grazie a una leadership consolidata nel settore dei pannelli, il chaebol potrebbe sfruttare il proprio vantaggio competitivo per arrivare sul mercato in anticipo rispetto alla concorrenza, portando ulteriore innovazione in un segmento attualmente fiacco.

L’eliminazione di notch e fori potrebbe dare un ulteriore impulso alla crescita, insieme al 5G e ai dispositivi pieghevoli, portando nelle mani dei consumatori un design sensibilmente diverso rispetto a quello ormai tipico degli smartphone di oggi. E Samsung potrebbe anche collaborare con altri player del settore, come Apple (la quale ha già ammesso di voler andare oltre la tacca nel display), fornendo loro la propria tecnologia.