In una lettera dal titolo “Tracing apps for a european way out of the crisis”, i ministri che si occupano di digitalizzazione e innovazione tecnologica di Italia (Paola Pisano), Francia (Cédric O), Germania (Dorothee Bär), Portogallo (André de Aragão Azevedo) e Spagna (Carme Artigas Brugal) hanno sottolineato la necessità di uno sforzo congiunto per contribuire a ripristinare la normalità in Europa. Inoltre, hanno sottolineato l’importanza che le applicazioni digitali hanno avuto in questo periodo di lockdown, dovuto al Covid-19, per rimanere connessi nonostante la distanza fisica, e il fatto che possono essere di aiuto per uscite dalla crisi.

La lettera continua: “Sulla base del lavoro degli epidemiologi, riteniamo la tecnologia uno strumento utile del nostro tempo. Le applicazioni di avviso e tracciamento sono elementi importanti per allertare chi è stato in contatto con persone infette. Possono limitare la diffusione della malattia e spezzare le catene di trasmissione.

La lettera sottolinea la necessità di creare soluzioni transfrontaliere efficaci ed evidenzia che tutte devono essere "sviluppate in conformità con le leggi dell'UE e nazionali in tema di protezione dei dati e della privacy, e secondo principi condivisi. Ci impegniamo a sviluppare applicazioni con adesione volontaria, rispettose della privacy e open source”.

A circa metà del testo si legge che gli stati sono pronti a riconoscere che le discussioni tecniche ed etiche, in corso sullo sviluppo di app di tracciamento, pongono una serie di “sfide” legate al modo in cui in cui l'Europa si pone nei confronti dei player globali digitali. Quindi si dice chiaramente che, in un momento come questo, quando l'uso della tecnologia è fondamentale per combattere la crisi globale, si aspettano che le società tecnologiche tengano conto del benessere generale e delle esigenze dei paesi nel definire gli standard digitali. “L'uso delle tecnologie digitali deve essere progettato in modo che noi, in quanto Governi eletti democraticamente, si possa valutarle e giudicarle accettabili per i nostri cittadini e conformi ai nostri valori europei”.

La lettera è dunque critica nei confronti dei "player globali digitali" e, pur non menzionando direttamente Apple o Google, è chiaro il riferimento alle due aziende.

I ministri affermano anche che l’imposizione di standard tecnici rappresenta un passo falso e un'occasione mancata per promuovere una collaborazione aperta tra i governi e il settore privato. La lettera prosegue sostenendo che gli stati e le aziende dovrebbero collaborare per riprendersi dalla pandemia.

La lettera sembrerebbe un ammonimento bonario nei confronti di Apple e Google, che hanno fermamente difeso la privacy degli utenti contro governi di tutto il mondo che sono intenzionati a violarla con database centralizzati o addirittura con il monitoraggio Gps. Sembra strano che tra i cinque stati firmatari della lettera ci sia anche la Germania, che ha scelto di supportare totalmente la tecnologia dei due player e di adottare un tracciamento decentralizzato.

Il tono della lettera suggerisce che l'UE creda che Apple e Google stiano in qualche modo facendo pressione per far valere le loro condizioni. Diversi paesi, tra i quali la Francia, hanno spinto affinché i due colossi limitino i requisiti in termini di privacy per far funzionare correttamente le app di tracciamento dei contatti.