Nel 2015 Apple e Cisco strinsero un accordo per integrare in iOs soluzioni tipicamente più business come Spark, Telepresence e WebEx, dando alle aziende che già utilizzavano i prodotti di Cisco una corsia preferenziale di accesso a futuri sviluppi mobile. In queste ore il colosso californiano del networking annunciato una nuova soluzione che entra a fare parte di questo portfolio comune: si chiama Security Connector ed è un’applicazione che si prefigge l’obiettivo di dare agli utenti enterprise maggior controllo sui dispositivi, garantendo ad esempio la compliance durante indagini in seguito a incidenti, aggiungendo un ulteriore strato di protezione contro le minacce e così via. L’app è a tutti gli effetti un nuovo software di sicurezza per gli endpoint iOs operati in modalità con supervisione. Introdotta a partire da iOs 5, la modalità con supervisione consente la gestione dei dispositivi distribuiti sotto l’ombrello dell’Apple Device Enrollment Program con un numero maggiore di controlli.

Ottimizzato per l’utilizzo con Meraki Systems Manager, Security Connector è stato progettato per diversi settori di mercato tra cui educational, sanità, distribuzione, field service e retail. L’integrazione con la piattaforma Meraki, acquisita da Cisco nel 2012 insieme a tutti gli asset relativi ai servizi di cloud e networking, proteggerà maggiormente iPhone e iPad dei dipendenti da siti maligni anche su connessioni Wifi pubbliche o reti cellulari.

L’applicazione è già presente in disponibilità limitata sull’App Store e per funzionare richiede la presenza sul device di iOs 11.2 o versioni successive. Per procedere all’installazione è però necessario disporre di licenze Cisco Clarity (endpoint security) e/o Cisco Umbrella (gateway per il cloud) e il software si può distribuire utilizzando Meraki o qualsiasi altra soluzione di mobile device management (Mdm).