Il board di Cliqr ha di che festeggiare. Cisco ha annunciato l’intenzione di acquisire questa società di San Francisco per 260 milioni di dollari in contanti, più incentivi azionari. Il core business di Cliqr è rappresentato da soluzioni per la gestione delle applicazioni in ambienti cloud, soprattutto ibridi. Il team dell’azienda, fondata nel 2010 e che vede tra i principali investitori anche Google, verrà integrato nella business unit Insieme del colosso del networking e riporterà direttamente a Prem Jain, senior vice president di Cisco. La tecnologia di Cliqr è già oggi integrata in alcune soluzioni del gruppo guidato da Chuck Robbins. Contattato dal Wall Street Journal, il numero uno dell’azienda di San Jose ha spiegato che i prodotti di Cliqr aiuteranno i clienti che vogliono adottare ambienti di cloud ibrido a gestire data center proprietari, mentre vengono utilizzate risorse di elaborazione esterne: “Con funzionalità di orchestrazione di altissimo livello”, ha aggiunto il Ceo.

La tecnologia di Cliqr mette a disposizione una singola piattaforma per la gestione dell’intero ciclo di vita delle applicazioni in ambienti ibridi, semplici o anche più complessi. La soluzione Cloudcenter fornisce quindi capacità di implementazione e management per aziende di qualsiasi dimensione: sia per quelle che stanno iniziando ora a muoversi verso la nuvola, sia per quelle che necessitano di visibilità e controllo granulari su un portafoglio vasto di applicazioni.

È lecito pensare che il target di Cisco sia più che altro questa seconda categoria di imprese. “I nostri clienti”, come ha sottolineato infatti Rob Salvagno, Vp del colosso californiano, “devono oggi gestire un numero impressionante di applicazioni complesse su cloud differenti. Con Cliqr, saremo in grado di aiutarli nella realizzazione della promessa del cloud, intervenendo su una gestione facilitata del ciclo di vita degli applicativi”.

Ma l’acquisizione di Cliqr non è l’unica notizia riguardante Cisco. Il gigante del networking ha infatti annunciato il proprio ritorno nel mercato dello storage, svelando durante un summit la soluzione iperconvergente Hyperflex. La nuova famiglia di prodotti del vendor, che unisce tecnologia di storage definito dal software, data service e i server Unified Computing System (Ucs), è nata grazie alla collaborazione con Springpath. Con Hyperflex, il gruppo californiano si mette così in diretta competizione con aziende come Nutanix, Simplivity e ovviamente Emc.

 

La nuova famiglia di soluzioni iperconvergenti Hyperflex di Cisco

 

Le appliance mostrate da Cisco sono due, 1U Hx220C e 2U Hx240C con server Ucs B-series sia rack che blade, entrambe costituite da architetture ibride con unità flash e dischi fissi. Rappresentano il punto d’incontro ideale di buona parte dell’offerta del vendor statunitense, in un’ottica di convergenza di vari prodotti: dal networking degli switch della serie Nexus alla famiglia Ucs, unendo così il network fabric, l’elaborazione, lo storage e la componente hypervisor.

Hyperflex, secondo Cisco, è in grado di scalare in modo separato sia il computing sia la memorizzazione, oltre a integrarsi perfettamente con le altre soluzioni proposte dal colosso di San Jose. I nuovi sistemi iperconvergenti forniscono una cosiddetta “data platform” che tocca tre o più nodi Hx-Series in un cluster ad alta disponibilità. Ogni nodo include un controller “data platform” con un file system distribuito tra unità Ssd e Hdd. I controller comunicano tra loro tramite connessioni 10 Gbit Ethernet e presentano un pool singolo di storage che abbraccia i vari nodi del cluster.