Ibm e Vodafone Business si stringono la mano per accelerare i processi di trasformazione digitale dei clienti. Le due aziende hanno avviato una joint venture per fornire alle imprese le giuste tecnologie, aperte e flessibili, per integrare ambienti multi-cloud e prepararsi così al “nuovo mondo” costituito da 5G, intelligenza artificiale, connettività edge e networking definito dal software. L’accordo ha una durata di otto anni e sul piatto sono stati messi 480 milioni di euro. Ibm fornirà servizi gestiti all'unità cloud e hosting di Vodafone Business, mentre i clienti potranno sfruttare l'ottimizzazione, l'automazione e le capacità cognitive delle soluzioni di Big Blue con l’obiettivo di gestire con maggiore efficacia le proprie operazioni sulla nuvola.

La nuova realtà, che diventerà pienamente operativa entro giugno e sarà guidata da Michael Valocchi di Ibm e Greg Hyttenrauch di Vodafone Business, è stata ideata come una startup per riuscire a rispondere in modo agile alle esigenze delle imprese, unendo capacità tecnologiche e umane di entrambe le multinazionali.

“Questa iniziativa strategica con Ibm ci permette di concentrarci sui nostri punti di forza nelle tecnologie fisse e mobile, combinando allo stesso tempo l'esperienza di Ibm nel multi-cloud, nell’intelligenza artificiale e nei servizi”, ha spiegato Nick Read, Ceo di Vodafone. Secondo Dave Bartoletti, analista di Forrester Research, l’accordo dimostra la necessità per l’operatore di puntare su un partner solido per costruire i propri servizi cloud, così come dovrebbero probabilmente fare altre telco per presentarsi come risorsa per i processi di digitalizzazione dei clienti.