Lasciare la strada vecchia per la nuova, se si tratta di strumenti e modelli di lavoro, spesso è una buona idea. L'adozione di piattaforme e servizi cloud, della virtualizzazione e dei dispositivi mobili ha prodotto effetti positivi nella maggioranza delle aziende interpellate da Vmware nel suo studio “The State of the Digital Workspace”: fra coloro che avevano effettivamente modificato la propria dotazione e i propri modelli operativi (per esempio, prevedendo l'utilizzo di smartphone e tablet), il 57% ha detto di aver osservato miglioramenti nell'efficacia della forza lavoro mobile”, mentre il 54% ha visto migliorare il rapporto fra i dipendenti e il personale It. L'indagine ha coinvolto 1.263 professionisti, fra decisori e responsabili It, di organizzazioni appartenenti a diversi settori di mercato.

I vantaggi osservati sono anche altri. Poco meno della metà degli intervistati, il 49%, ha anche potuto risparmiare sui costi gestionali, mentre il 52% ha ridotto i costi totali dell'azienda proprio in seguito a iniziative di digital workspace. Il ritorno sugli investimenti dunque c'è, rapido, in un caso su due ed è dovuto a una combinazione di fattori, fra cui il più veloce rilascio di applicazioni (citato dal 34% degli intervistati), la maggiore sicurezza di Pc, smartphone e tablet (29%) e la maggiore produttività degli strumenti in dotazione ai lavoratori (28%).

Non mancano però le ombre su questo scenario, una in particolare: solo il 43% dei responsabili d'azienda ritiene che i cambiamenti abbiano potenziato la sicurezza informatica. È proprio questo elemento, anzi, l'ostacolo alla trasformazione più frequentemente citato, ancor prima dei problemi di budget e di mancate competenze. Nonostante questi superabili intoppi, a detta di Vmware il cambiamento è tracciato perché oggi “il mercato si sta muovendo verso una nuova fase di mobilità aziendale in cui le imprese devono fornire accesso alle applicazioni e alle risorse di tutti i tipi a utenti finali, clienti e partner, utilizzando qualsiasi dispositivo connesso”, come commenta Ian Evans, vice presidente delle divisione end-user computing Emea.

 

 

Ma che cosa serve alle aziende per poter dire di aver davvero realizzato un “digital workspace” completo? Oltre ai già citati smartphone e tablet e oltre al cloud, nell'indagine sono stati citati i software di gestione per dispositivi mobili (considerati necessari dal 38% degli intervistati) e quelli per le postazioni di lavoro (35%). Per le imprese del settore finanziario, inoltre, è prioritario l'impiego di software di gestione delle identità (38%).