Ormai, superata la prima metà del 2018, non serve più dire che il cloud è una risorsa essenziale anche per la maggior parte delle piccole e medie imprese. Infatti, secondo una ricerca di Kaspersky condotta su 3.041 realtà di 29 Paesi, vi fa ricorso il 63 per cento delle organizzazioni sotto i 250 dipendenti. Ma non è detto che le soluzioni sulla nuvola abbiano soltanto risvolti positivi per le aziende. Se è vero, sottolinea l’indagine, che i team It stanno consolidando sempre più servizi e applicazioni as-a-Service, è altrettanto vero che i dipartimenti di information technology non riescono a fornire i livelli di controllo e visibilità necessari. Di conseguenza, il 66 per cento delle imprese da 1 a 149 dipendenti ha difficoltà a gestire queste infrastrutture eterogenee. Come se non bastasse, il 14 per cento delle Pmi da 50 a 249 dipendenti affida la gestione della sicurezza a figure professionali che non sono assolutamente specializzate.

Eppure, per le aziende è prioritario mantenere i dati protetti. O, perlomeno, sarebbe prioritario. Perché la realtà si scontra con le strategie su carta. Il 49 per cento delle compagnie fino a cinquanta dipendenti e il 64 per cento di quelle più grandi, infatti, ha confessato di archiviare i dati dei clienti sui dispositivi mobili del personale. Una pratica potenzialmente molto pericolosa, che pone un serio problema di sicurezza. Senza considerare gli eventuali danni economici e d’immagini che deriverebbero dalla perdita di queste informazioni.

Il cloud, soprattutto nelle Pmi, può contribuire a rendere più fumosa la questione delle responsabilità. Ad esempio, secondo i dati elaborati da Kaspersky, il 64 per cento delle organizzazioni più piccole è convinto che debba essere lo stesso fornitore del servizio a essere chiamato in causa quando si parla di sicurezza. Un’opinione condivisa comunque anche dal 56 per cento delle imprese più grandi.

“Tutte le società dovrebbero istituire un ruolo aziendale che abbia la responsabilità della sicurezza delle piattaforme cloud, dei dati sensibili e dei processi”, ha spiegato Morten Lehn, general manager Italy di Kaspersky. L’organizzazione interna e le nuove normative, come il Gdpr, non sembrano comunque frenare l’ascesa della nuvola. Tra gli strumenti in cloud più utilizzati ci sono email, archiviazione di documenti, collaboration e finanza.