Rassicurare un familiare o un amico che stiamo bene, far sapere dove siamo: con un’app, Trusted Contacts, Google ci permette di farlo. Sulla scia di quanto compiuto da Facebook con la funzione Safety Checks, il concorrente di Mountain View ha inaugurato un nuovo strumento che trasforma la tecnologia in un mezzo di comunicazione d’emergenza, utile nello sfortunato caso di una catastrofe naturale, un terremoto, un attentato terroristico. Ma anche in un alleato della sicurezza personale in circostanze più ordinarie: un tragitto verso casa in orario notturno, uno spostamento di un figlio adolescente o di una persona anziana.

 

Già disponibile per il download su Google Play e a breve anche su App Store, l’applicazione permette di creare una lista di contatti “fidati”: a loro è concesso il privilegio di conoscere in qualsiasi momento lo status del telefono dell’utente. Avviando l’app, i contatti fidati possono osservare se il loro caro risulta “attivo” (cioè se ha usato lo smartphone di recente), se la batteria del dispositivo è carica oppure no, se ha accesso a una rete oppure è privo di connettività, se siano stati rilevati movimenti recenti. L’utente può decidere di condividere con la stretta cerchia di amici e famigliari la sua posizione e di diventare “tracciabile” da remoto per un certo periodo: in questo caso, i suoi contatti stretti potranno osservare i suoi spostamenti su una mappa finché non avrà raggiunto la destinazione impostata. L’opzione ricorda quella di alcune recenti app di sicurezza personale, che permettono di usare il Gps dello smartphone per rendere visibili i propri spostamenti.

 

Ma con Trusted Contacts è anche possibile fare altro: se un contatto fa richiesta di ricevere le coordinate di localizzazione e non ottiene risposta, dopo cinque minuti l’app le invia in automatico. In questo caso, trattandosi di persone fidate, non si pongono questioni di privacy; per sfruttare quest’ultima funzione è comunque necessario che il contatto disponga di un account Google.

 

 

La novità lanciata da Mountain View non può che ricordare il Safety Check introdotto su Facebook nel 2014 e ampiamente sfruttato dagli iscritti al social network in seguito a episodi tristemente noti, come agli attentati di Parigi del 13 novembre 2015 e i terremoti del Centro Italia di agosto e di ottobre di quest’anno. Fino a un paio di settimane fa, l’iniziativa di attivare il Safety Check su specifici eventi spettava all’azienda di Mark Zuckerberg, mentre adesso gli iscritti alla piattaforma possono scegliere di usarlo per comunicare il proprio status e anche per invitare gli amici a fare lo stesso.