La produzione dei nuovi chip Exynos 9810 di Samsung è entrata nel vivo. L’azienda ha dato il via libera alle proprie fonderie per la fabbricazione della propria soluzione custom a otto core, basata sul processo a 10 nanometri Finfet di seconda generazione (10lpp). Un prodotto che diventerà il cuore della prossima generazione di smartphone Galaxy S9, attesa a fine febbraio. Alcuni dettagli erano già emersi lo scorso novembre, ma ora il colosso sudcoreano ha pubblicato quasi tutte le specifiche del proprio componente. Quattro core dell’Exynos 9810 lavorano a una frequenza di 2,9 GHz, ovvero a 600 MHz in più rispetto alla serie precedente, mentre gli altri quattro “cervelli” sono più bilanciati dal punto di vista energetico ma al momento non si conoscono le frequenze operative. Il chaebol ha comunque parlato di prestazioni dei singoli core raddoppiate rispetto agli Exynos 8895, mentre in multi-core si raggiunge un ragguardevole incremento del 40%.

La nuova generazione vanta inoltre una pipeline più ampia e una memoria cache più efficiente. Ma l’aspetto più interessante dell’aggiornamento della linea Exynos riguarda poi l’integrazione di algoritmi di apprendimento approfondito basato su reti neurali, una caratteristica già studiata e approfondita dagli altri competitor di Samsung, come Huawei e Apple. Grazie al deep learning, il processore sarà in grado di riconoscere persone e oggetti all’interno delle immagini, oltre ad poter acquisire modelli in 3D del viso.

Si profila, quindi, la possibilità di sbloccare i dispositivi tramite la lettura del volto degli utenti, e dunque il confronto con una tecnologia (dall’efficacia già dimostrate) come il Face ID di Apple. Rispetto a quest’ultima Samsung promette ulteriore sicurezza, anche in fase di riconoscimento facciale (un processo ibrido garantito da hardware e software), grazie a un’unità di elaborazione separata che funzionerà come enclave per il contenimento dei dati biometrici rilevati dai dispositivi.

 

 

La piattaforma Exynos 9810 si distinguerà poi per la capacità di supportare elevate specifiche grafiche e velocità di trasferimento dati. Il modem Lte associato consentirà di trasmettere o ricevere contenuti video in streaming, anche in risoluzione Ultra HD e anche nel formato a 360 °, senza problemi di interruzioni o scarsa fluidità: potrà garantire, infatti, velocità massime di 1,2 Gbps. Si tratterà, più precisamente, del primo modem Lte di Cat. 18 a poter supportare l’aggregazione carrier 6X, per ottenere fino a 1,2 Gbps in downlink e fino a 200 Mbps in uplink.