Non c’è collaborazione senza comunicazione, ovvero non c’è strumento che abiliti il lavoro a distanza che non debba fornire anche modalità di interazioni facili, immediate e in tempo reale. Quip, un’applicazione di editing di testi disponibile per Pc desktop, iPhone, iPad e dispositivi Android, ha fatto di questa filosofia “all-in-one” il suo punto di forza fin dalla sua nascita, nel 2013. Anticipando su questo aspetto la più blasonata a diffusa Evernote, che solo recentemente ha aggiunto la funzione di instant messaging all’interno della propria app.

Presentato come word processor accessibile da browser e da applicazione mobile, Quip in poco più di un anno è diventata una soluzione completa per la collaborazione, raggiungendo un pubblico di centinaia di migliaia di utenti e oltre 10mila aziende. D’altra parte il progetto, pur recente, non nasce dal nulla ma è frutto di Bret Taylor, fondatore di FriendFeed ed ex Cto di Facebook, Bret Taylor, e di Kevin Gibbs, fondatore di Google App Engine e Google Suggest. Il pulsante “like”, lanciato su FriendFeed nel 2007 e poi portato alla celebrità da Facebook un paio di anni dopo, è nato dall’idea di professionisti che adesso lavorano nel team di Quip.

 

 

La filosofia dell’applicazione è riassunta nel suo slogan: “lavorare con le persone, non con i file”. “La nostra visione è quella di portare la produttività su smartphone e tablet”, spiega a Ictbusiness Bret Taylor. “Con Quip cerchiamo di reimmaginare il modo in cui le persone lavorano spostandosi da device all’altro, magari da un Pc a uno smartphone, e poi ancora a un Pc. Ciò che ci distingue dalle alternative della concorrenza, come Microsoft Office e Google Apps, è il fatto che integriamo la messaggistica all’interno dell’applicazione, eliminando la necessità di inviare un’email separatamente per dialogare con i collaboratori. Per molte aziende, la comunicazione è addirittura più importante della creazione dei contenuti”.

L’approccio “onnicomprensivo” di Quip non si limita a questo, ed evidenzia ancora una volta la necessità di strumenti agili e capaci di funzionare su più device. Nella versione 2.0, l’applicazione permette di pubblicare e condividere documenti attraverso un link, consultabile (come file di sola lettura oppure editabile) anche da chi non ha installato l’app né ha creato un account. Include, inoltre, un motore di ricerca di testi funzionante su tutti i dispositivi, da scrivania o portatili.

Rispetto alla prima versione, l’app ha anche migliorato la navigazione (per facilitare lo scambio tra i documenti e le conversazioni della chat e per semplificare la ricerca dei documenti su cui si lavora frequentemente) e permette ora di esportare file da Quip a Microsoft Word (il formato di esportazione più richiesto). Attraverso lo strumento “Integrazione”, gli utenti possono collegare a Quip servizi come Twitter, Dropbox, Zendesk, Ifttt e centinaia di altri, in modo da far comparire dentro all’applicazione messaggi sull’attività di questi altri servizi.

 

E c’è un’ulteriore novità, introdotta solo poche settimane fa, cioè Quip Spreadsheets: non un’applicazione separata, ma uno strumento integrato per la creazione di fogli di calcolo. La scelta dell’integrazione si traduce, sostanzialmente, in un’esperienza utente più fluida e semplice e in risparmi di tempo, poiché diventa possibile creare documenti composti da testi, immagini, elenchi di attività e un numero illimitato di fogli di calcolo.

Questi ultimi dispongono una vasta gamma di modalità di formattazione dei dati e di oltre 400 funzioni, fra cui alcune pensate per migliorare il lavoro di squadra; per esempio, è possibile cogliere con un colpo d’occhio le modifiche introdotte dai colleghi in un riquadro di conversazione, a sinistra del documento, e da qui rispondere, annullare o approvare con un “like” tali variazioni.

 

Bret Taylor, fondatore di Quip

Particolare attenzione è stata riservata alla qualità dell’interazione, per esempio ottimizzando le tastiere virtuali in base al dispositivo e permettendo di lavorare sia in modalità offline, sia online (con sincronizzazione automatica a ogni nuovo collegamento). I documenti vengono conservati e scambiati attraverso il cloud, protetti dal rischio di accessi indesiderati attraverso la crittografia e l’autenticazione con doppia password.

“Quip propone un approccio integrato, sintetizzando su un’unica applicazione immagini, documenti testuali, fogli di calcolo, messaggi e condivisione social”, ribadisce Taylor. “Con il lancio della funzione Spreadsheet adesso siamo più appetibili per la clientela delle grandi aziende e possiamo competere con colossi come Microsoft e Google”.

Quip è disponibile su desktop, su smartphone e tablet Android attraverso l’app distribuita su Google Play e su iPhone e iPad attraverso lo store di Apple. È gratuito per gli utenti, mentre per le aziende costa 9,50 euro al mese per ciascun dipendente.