Confindustria digitale: partner offresi per la crescita

di Luigi Ferro
pubblicato martedì 13 dicembre 2011

Presentati a Milano gli obiettivi della nuova Associazione di Confindustria che raggruppa le imprese Ict italiane. Il Presidente Stefano Parisi assicura massima collaborazione al governo partendo però da un preciso presupposto: l’interlocutore deve essere competente.

Confindustria digitale vuole essere un partner del governo quando arriverà il momento delle misure per la crescita. Ma in un governo di tecnici vuole avere a che fare con qualcuno competente. Per cui, come ha specificato a chiare lettere il presidente Stefano Parisi, “se c’è un interlocutore che capisce bene, ma se arriva qualcuno per esempio dalla Corte dei Conti allora ne facciamo a meno”.

La neonata associazione di Confindustria (ha preso vita formalmente lo scorso giugno), che raggruppa le aziende della filiera Ict tramite Assotelecomunicazioni-Asstel, Assinform, Anitec, Aiip e Assocontact, non chiede un sottosegretario per l’Agenda digitale a tutti i costi. Chiede che di questo argomento si occupi qualcuno in grado di saperlo gestire. Se no vale la pena andare direttamente dal ministro per lo Sviluppo economico Corrado Passera che ha già dimostrato nella sua carriera di manager di prestare attenzione alla materia.

Massimo esponente di un settore, l’Information e Communications Technology, con 250mila addetti e 70 miliardi di fatturato, Parisi non ha presentato un progetto da portare al governo Monti e alle Regioni, ma ha dichiarato tutta la disponibilità dell’Associazione a “fare da pilastro per le potenziali attività di crescita”.

L’Ict, ha ricordato Parisi, può essere utile nella lotta all’evasione per incrociare le banche dati, nella scuola e nella Pubblica amministrazione; al manager farebbe inoltre piacere anche qualche piccolo incentivo per l’ecommerce e  più precisamente “si potrebbe avere almeno la stessa aliquota Iva per gli ebook (al 21%, ndr) e i libri acquistati in libreria (al 4%)”.    

Ma non sono fondi cash che Confindustria digitale chiede a Mario Monti, quanto il raggiungimento entro la fine del 2013 degli obiettivi dell’Agenda digitale europea. “Non andremo a chiedere soldi pubblici – conferma infatti Parisi - ma a proporci come soggetti attivi del grande cambiamento che l’Ict può indurre nel Paese e a offrire tutta la nostra collaborazione affinché lo sviluppo del digitale diventi una priorità anche del programma di governo, investendo le istituzioni centrali e quelle locali fino al più piccolo dei comuni italiani”.

Stefano Parisi, presidente di Confindustria digitale


Target un filino ambizioso che non può non prevedere l’eliminazione del digital divide che ancora oggi affligge 300mila aziende tagliate fuori da qualsiasi connessione a Internet. Per il digital divide residenziale, questa l’opinione di Parisi, ci penserà invece l’arrivo delle reti di quarta generazione Lte a sanare la situazione. L’appuntamento più prossimo è fissato nelle prossime settimane, quando Confindustria digitale incontrerà il governo per proporre un piano d’azione finalizzato a rispettare quanto prospettato (dell'Agenda digitale) fra 24 mesi.

Piano che dovrà accelerare lo switch off delle funzioni pubbliche dalla carta al Web completando il programma e-Gov 2012, puntare sull'e-commerce per far crescere le capacità competitive delle imprese del Made in Italy, promuovere il venture capital e le start up nel campo dell'innovazione digitale, definire un efficace quadro regolatorio e normativo (principalmente su privacy e diritto d'autore), coprire il digital divide nei distretti industriali con la fibra ottica e nelle aree residenziali con l’Lte, Le frequenze sono state assegnate, adesso tocca agli operatori coprire al 100% le aree interessate dal digital divide.


Ha collaborato Gianni Rusconi

 
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