I container sono gli assoluti protagonisti di Red Hat Openstack Platform 12. Il vendor ha introdotto la nuova versione della propria soluzione cloud, basata sulla release Pike di Openstack (arrivata ad agosto), che fra le altre cose integra per la prima volta servizi containerizzati, allo scopo di aumentare la flessibilità in caso di aggiornamenti, rollback o service management e di ridurre la complessità per uno sviluppo applicativo più rapido. Inoltre, i container Linux garantiscono una veloce scalabilità. Con l’aggiornamento le aziende clienti ottengono così la maggior parte dei servizi Openstack sotto forma di container, oltre a una Technology Preview containerizzata di alcuni componenti di storage e di networking. In questo modo i partner strategici di Red Hat possono certificare driver e plugin per il nuovo modello di deployment, riducendo al minimo ogni possibile interruzione.

Openstack Platform comprende anche Red Hat Cloudforms, piattaforma per la gestione multi-cloud che fornisce visibilità operativa e gestione basata sulle policy attraverso l’intera infrastruttura e i relativi carichi di lavoro. Inoltre, la soluzione del vendor di Raleigh conserva una stretta integrazione con Ceph Storage per l’archiviazione a blocchi, oggetti e file.

La nuova release prosegue il lavoro iniziato da Red Hat con Openstack Platform 10 e 11, che aveva come obiettivo quello di rendere tutta la piattaforma più modulare. Con l’aggiornamento questo concetto viene applicato per la prima volta alle reti: nelle versioni precedenti, infatti, gli utenti dovevano scegliere tra topologie prefissate, ora è invece possibile definire la topologia preferita con limitazioni minori.

Inoltre, gli operatori possono creare quante reti desiderano, comprese quelle spine and leaf L3, senza più nella quantità dei network. Si tratta di una serie di miglioramenti che semplificano la personalizzazione delle implementazioni di Openstack, che possono così adattarsi ai bisogni specifici delle aziende. L’update introduce anche il supporto alla Api aperta Redfish Dmtf (Distributed Management Task Force), che permette l’interazione con altre soluzioni che utilizzano la stessa interfaccia. L’esempio più noto è Intel Rack Scale Design.

Infine, la versione 12 estende l’anteprima di Opendaylight, strumento per la personalizzazione e l’automazione di una rete definita dal software. Red Hat Openstack Platform 12 sarà disponibile a breve attraverso il Red Hat Customer Portal e come componente delle soluzioni Red Hat Cloud Infrastructure e Cloud Suite.